MILVA “Svegliando l’amante che dorme, Ricordi 1989

Ecco un disco che davvero meriterebbe di essere riscoperto. E’ la seconda collaborazione tra Milva e Battiato, che firma molte delle canzoni, produce il disco e lo arrangia con i musicisti che lo avevano accompagnato nel tour seguente all’album “Fisiognomica“, con l’aggiunta di Juri Camisasca, autore e co-autore di alcuni brani, utilizzato come controvoce (e scusatemi se è poco !) in molte canzoni.

Del disco, globalmente tutto gradevole, voglio sottolineare 3 canzoni in particolare, che già da sole avrebbero dovuto giustificare un maggiore successo.

La piramide di Cheope” è il canto del cigno del Battiato anni ’80, quello del grande successo. E’ la sua ultima canzone a proporci quell’incredibile mix di ritmiche giocose, melodie accattivanti, campionamenti azzeccatissimi, testi che ci spiazzano e nei quali si incrociano con naturalezza i “decreti che a Smirne non passavano” con “i presagi delle nubili”. C’è tutta quell’inimitabile unione di riferimenti colti con l’attitudine pop che ha segnato la fortuna di dischi come “Patriots” e, soprattutto, “La voce del padrone“. Se l’avesse incisa Battiato questa canzone sarebbe di certo finita tra gli hit da eseguire obbligatoriamente dal vivo insieme alle varie “Cuccurucucu” e “Centro di gravità permanente“, invece è stata destinata a questo disco ed è passata praticamente inosservata. E negli anni seguenti, prima con la svolta mistica poi con quella sgalambriana, Battiato abbandonerà definitivamente questo genere di canzoni, rendendomela ancora più cara.

Le vittime del cuore“, insieme alla coeva “Il mito dell’amore“, è una canzone che sconvolge dal profondo il modo di parlare dell’amore in musica. Con onestà e spietatezza vengono mostrati per quello che sono tutti quegli aspetti, “i tranelli del cuore”, che invece, da sempre, vengono romanticamente enfatizzati e cantati in innumerevoli altre canzoni. Si descrive con lucidità tutto il corollario di inutili sofferenze e ossessioni che l’innamoramento porta con sé, ma, e qui sta l’aspetto rivoluzionario, senza trovarle positive, senza magnificarle, senza nobilitarle. Anzi, la canzone si conclude dicendo che “io degli innamorati, del loro mondo ideale, e delle loro avventure non saprei che cosa invidiare”. Mai prima d’ora, per quello che mi è dato sapere, una canzone di musica leggera aveva osato tanto.

I processi del pensiero” è un piccolo capolavoro che racconta di quei legami magnetici, quegli affetti fortissimi e immediati, che molto raramente capita di incontrare nella vita ma, quando capitano, lasciano una traccia profondissima. Il testo è più che perfetto nel descrivere e raccontare questo tipo di legami (legami che sembrano provenire da altre vite, tanto sembra di conoscersi da sempre), e chi ci è passato, non potrà non riconoscervisi con struggimento. La melodia non è di quelle che conquistano subito, ma con gli ascolti si rivela assolutamente coinvolgente. E’ sorprendente come, ancora una volta, pur parlando di cose di cui si canta e si scrive da sempre, Battiato riesca a scoprire lati inediti e aspetti poco o nulla toccati prima di lui.

E va detto che Milva, camaleontica come sempre, ben si adatta alle canzoni che, forse, non sono troppo adatte alle sue corde, e si sforza di limitare la sua naturale potenza cercando di concentrarsi sull’interpretazione.

Insomma, un disco che avrebbe meritato ben altro successo e invece non è mai stato neanche ristampato. A quando una riedizione ?

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4 thoughts on “MILVA “Svegliando l’amante che dorme, Ricordi 1989

  1. O-nami ha detto:

    Bellissima recensione. Ricordo ancora il primo ascolto (in cassetta!) di questo grandissimo album. “I Processi del Pensiero” mi rimase subito impressa. E anche “La Piramide di Cheope”. Davvero un grandissimo album.

  2. abulqasim ha detto:

    Grazie 🙂

  3. anonimo ha detto:

    Vorrei non vivere di ideali e non essere vittima del cuore.
    Vorrei riuscire a comandarlo questo cuore,e vorrei svanire…come la rugiada in questi giorni che s’annuncia l’autunno.
    Dimmi che devo svanire!
    Io che non so esprimere l’Amore,che non so dire ad una persona che mi manca…
    E il dolore e le ferite speciali sempre mi seguiranno.
    Sono fatta cosi’ direbbe una donna di Prevert,sono fatta per l’Amore ma non so amare.
    Sono prigioniera non dell’Amore ma di me stessa e non mi sopporto.
    E se mi guardo indietro davvero non so che cosa salvare…un’Anima pura?

  4. […] del concerto che fece la RAI. Sull’intero album potete leggere qualcosa di pregevole qui. Tracce della prima collaborazione si trovano nei 3 brani finali, estratti dalla trasmissione Al […]

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