PHILIP GLASS “The Concerto Project vol.I”, Orange Mountain Music, 2004

Tra le tante più-che-meritorie iniziative della OMM (la piccola etichetta personale di Glass, che vende i suoi dischi esclusivamente attraverso Internet, esempio mirabile di una assoluta libertà raggiunta svincolandosi dalle major) c’è questa serie di CD che, come si può facilmente intuire, vuole proporci, in 3 o 4 volumi , alcuni concerti scritti da Glass ma mai pubblicati precedentemente.
Questo primo volume ce ne presenta due.
Il primo, che è quello di cui voglio parlare, è un classico concerto per violoncello e orchestra.
Dimenticatevi il Glass delle origini, quello VERAMENTE minimalista che faceva brani estenuanti e matematici, capaci di travolgere l’ascoltatore senza dargli tregua.
Dimenticatevi pure il Glass più noto, quello MORBIDAMENTE minimalista che usava gli stilemi “scoperti” in gioventù in contesti (soprattutto colonne sonore) dove a dominare erano le sue semplici ma efficaci melodie.
Qui abbiamo, forse, il miglior esempio del Glass attuale (il concerto è stato scritto nel 2001), un Glass che, naturalmente, fa tesoro di tutta la sua storia compositiva e personale, ma è approdato su lidi nuovi. Siamo sulle spiagge di un neo-tonalismo dove gli elementi che si confrontano sono da un lato le reminiscenze del passato (vera e propria firma dell’autore) sempre presenti ma sempre più sullo sfondo, dall’altro il fortissimo desiderio di espressività del nostro affidata, in questo caso, ad uno strumento eccellente nel farlo come il violoncello. I 3 movimenti che compongono questo lavoro ci regalano una serie di ampissime e articolate melodie affidate allo strumento solista capaci di prenderci per mano e accompagnarci in luoghi dove i sentimenti regnano sovrani senza essere retorici o, peggio, stucchevoli.
Se proprio vogliamo trovare un difetto in questa opera possiamo, forse, riferirci alla tendenza, qua e la, a dare spazio a passaggi che esaltino il virtuosismo dell’esecutore (ma capita spesso quando si scrive un brano espressamente per un determinato musicista, in questo caso il violoncellista Julian Lloyd Webber) e che un pochino suonano artificiosi incrinando l’armonia generale dell’opera.
Ma è sempre, sia chiaro, musica che parla direttamente col nostro cuore.

L’altro concerto ospitato nel CD è il “Concerto fantasy for 2 timpanists and orchestra“, lavoro originale e di buon livello, ma che, forse proprio per i limiti espressivi tipici dei timpani, non riesce a coinvolgere più di tanto pur risultando piacevole.

>>> www.orangemountainmusic.com

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2 thoughts on “PHILIP GLASS “The Concerto Project vol.I”, Orange Mountain Music, 2004

  1. Beatrice ha detto:

    Se parliamo di maestri della sperimentazione come consideri Brian Eno e Philips Glass?

    MORGAN: Personalmente rispetto al mio gusto mi piace di più Brian Eno, anche se di Philip Glass apprezzo molto il lavoro fatto con il film di Koyaanisqatsi un film di immagini e musica, diciamo un lunghissimo videoclip dove la musica di Philip Glass è veramente eccellente, per il resto non sono un super fan di Glass perché è come se il suo minimalismo si esaurisse in poche cose, e poi diventasse ripetitivo e un poco noioso. Invece Brian Eno è un altro tipo di musicista, anche perché si è sempre definito un non musicista, probabilmente anche con un poco di modestia o di finta tale; ma è un grande organizzatore di suoni, fa dei ragionamenti sui suoni è una specie di matematico della musica.
    Quello che mi piace è il suo lavoro nel pop, con gli U2 con gli Ultravox con i Talkin Heads, e anche come tastierista, come uomo del sintetizzatore con i Roxy Music e soprattutto con David Bowie. L’apporto di Brian Eno è sempre molto riconoscibile e fondamentale, è come se la manata la zampata di Brian Eno determinasse il genere musicale, cioè uno prende un gruppo come gli AC/DC però c’è lui che fa delle manipolazioni o qualcosa di misterioso con i sintetizzatori e automaticamente la musica diventa musica elettronica ai massimi livelli. È un poco come se il suo tocco fosse come quello di REMIDA, trasforma tutto in oro.

    http://www.patriziolongo.com/extranet/media/interviste/schede/morgan/intervista_02_05.asp

  2. anonimo ha detto:

    Grazie Morganetta 🙂
    :-*

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