MAURO PAGANI “Creuza de ma 2004”, Edel, 2004

A distanza di venti anni Pagani torna ad affrontare il disco che segnò una svolta fondamentale nella storia della canzone d’autore italiana.

Nei primi anni ’80 i nostri cantautori si stavano pericolosamente avvitando su se stessi, soprattutto musicalmente, questo disco, che cadde improvviso come un meteorite a scombussolare la situazione, aprì nuovi, enormi ed inediti spazi e risultò un lavoro, a dir poco, seminale nel suo miscelare ai consueti stilemi cantautoriali le influenze (in parte reali, in parte salgariane) delle musiche meditarrenee e, più in generale, dimostrarono che si potevano supportare i testi di un cantautore con ritmi, arrangiamenti, profumi, ben più vari e ampi di quelli che si erano usati fino a quel momento.
Di “Creuza de ma” ho sempre amato questo aspetto progettuale innovativo più che la qualità assoluta delle canzoni, tanto è vero che se dovessi portarmi sull’isola deserta 5 dischi di De Andrè, questo probabilmente resterebbe a casa.

Non so cosa ha spinto Pagani a ritornare su queste canzoni, ma va detto che il progetto riesce a metà. Se il suo enorme mestiere musicale e la sua grande capacità di produttore/arrangiatore rendono interessanti alcune delle rielaborazioni, devo ammettere che il suo insistere ad utilizzare la propria voce come voce centrale del disco crea qualche problema all’ascoltatore. Vuoi per il confronto con la straordinaria vocalità di De Andrè (non si dovrebbero fare confronti, ma come immaginate è inevitabile…), vuoi per le voci che gli si affiancano nel disco (Andrea Parodi, Mouna Amari, Emil Zhrian) tutte di grande spessore, vuoi per i limiti oggettivi di Pagani come cantante. E devo dire che capisco ancora meno perchè nel cantare lui si incaponisca nell’uso di toni rochi che non rendono giustizia neanche alle sue qualità: le rare volte, come in “Sinàn Capudàn Pascià“, che nel disco canta in maniera più rilassata (e meno impostata) i risultati sono migliori.

Ed è un peccato perchè con questa scelta ostinata pregiudica l’ascolto di un disco che complessivamente non sarebbe malvagio, arricchito da alcune tracce, tutte benissimo amalgamate con le originali, che non comparivano nella tracklist originale: l’introduttiva “Al fajr“, “Quantas sabedes“, brano di Pagani risalente più o meno allo stesso periodo, “Mégu mégun” estrapolata da “Le nuvole“, il successivo disco di De Andrè, la finale “Neutte“, completamente inedita, che utilizza un testo spartano dell’VIII secolo a.c. già utilizzato da Branduardi, nei primi anni ’70, nella sua “Notturno” (notare l’originalità dei titoli…).

Insomma: un disco che non soddisfa appieno.
E aggiungo che più che questo rifacimento io e tutti quelli che l’hanno amato stiamo aspettando da Pagani il seguito del suo omonimo debutto solista (era il lontano 1979): un disco di grandissimo livello nel quale, supportato da un pool di musicisti eccezionali (Teresa De Sio, elementi di Area, Canzoniere del Lazio, PFM ed altri ancora), Pagani ci stupiva con una serie di brani che miscelavano in modo più che eccellente tradizione e modernità, sperimentazione e folk, rock progressivo e suoni del mondo. Un disco che indicava una strada di grandissimo interesse ma che lo stesso Pagani abbandonò presto rifluendo verso scelte più cantautoriali (sempre mantenendo, ovviamente, il suo amore per le musiche popolari italiane e non).

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3 thoughts on “MAURO PAGANI “Creuza de ma 2004”, Edel, 2004

  1. Beatrice ha detto:

    Leggo che la voce di Pagani non risulta indigesta solo a me (e poi ti lamentavi di quella di Morgan :-P)… sempre a proposito di Pagani non mi hai poi dato pareri su “Domani”, nè su “Il suono della vanità”… meglio non chiedere? eheheh beh speriamo che il rifacimento di “Non al denaro..” sia più soddisfacente di questo 😉

  2. abulqasim ha detto:

    “Domani” non l’ho mai ascoltato e non ce l’ho, se me l’hai spedito ho un bruttissimo presentimento :-((((((
    Per la colonna sonora morganatica al momento giusto avrai le mie impressioni… 😛

  3. Beatrice ha detto:

    :-/ ecco perché non mi hai mai detto nulla ^_^ son sicura di avertelo spedito.. e anche parecchio tempo fa, quando tu me lo chiedesti a casa della gemellina.. credo fosse fine luglio no? mizzichina, devo non fidarmi più delle poste romane? allora te lo darò a mano alla prossima occasione 😛

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