MORGAN “Il suono della vanità”, Mescal, 2004

L’ascolto di questo disco mi costringe ad interrogarmi su uno dei grandi misteri delle “major” discografiche: ma quale è il criterio con cui decidono se stampare o meno un disco ?
Voglio dire… se Morgan, o chiunque altro, avesse proposto come suo nuovo lavoro solista un disco come questo , tutto fatto di strumentali con melodie ridotte all’osso, armonie claustrofobiche e spesso e volentieri niente ritmo, sarebbe stato sommerso da valutazioni pseudo-seriose sulla impossibile vendibilità, sulla poca accessibilità per la gggggente, sulla mancanza di un vero singolo radiofonico (“sono le radio che determinano il successo di un disco!”), ecc…
In soldoni (ma gratis) avrebbe ricevuto un roboante “NO” secco.

Ed invece, trattandosi di una colonna sonora (seppure di un film, “Il siero della vanità” di Alex Infascelli, di modestissimo successo), glielo stampano senza frapporre particolari resistenze.
E di questo, sia chiaro, ne siamo contenti pur continuando a non comprendere il senso di un tale agire.

Musicalmente siamo soprattutto dalle parti del Bowie eno-berlinese (e questo non è che ci sorprenda più di tanto), atmosfere cupe e solenni, il pianoforte tra le tastiere a comunicarci angoscia.
Si aggiungono qui e la dialoghi estratti dal film, semplici sequenze ritmiche, citazioni dal Glass più armonico (“Mitomaniac“), dall’Eno di “Apollo” ( i vari drones presenti nel disco, peraltro chiamati così abbastanza impropriamente, ma anche “Tentazioni d’Azzurra“).
Niente di originalissimo dunque, ma comunque un disco molto curato nella giustapposizione dei brani (che formano una sorta di suite con temi e sonorità che ritornano più volte) e che qui e la si fa apprezzare, specialmente quando non cade negli stereotipi del film-de-paura (il simil-carillon di “Toxicologism“) o quando si abbandona un po’ di più e smette di riferirsi ad altri artisti (gli interessanti sinfonismi di “Piramide – il mago muore“).
Buono anche l’utilizzo del materiale melodico che ben trasfigurato compare e scompare attraverso le tracce fino a mostrarsi senza veli, in chiusura di disco, nell’unica vera (e bella) canzone, minima concessione all’ascoltatore medio (ma siamo lontanissimi dai lidi sanremesi).

Insomma: musicisti con voglia di sperimentare o di fare cose non troppo digeribili, se volete che ve le pubblichino prima trovatevi un regista che le utilizzi.

Annunci

2 thoughts on “MORGAN “Il suono della vanità”, Mescal, 2004

  1. Beatrice ha detto:

    Grazie 🙂

    sul film aggiungo che oltre che di modestissimo successo, è anche di modesto valore artistico.. Infascelli ha del talento, ma il soggetto di Ammaniti è davvero banale.. peccato, un buon cast e un’efficace colonna sonora mal utilizzati..

    tra le ispirazioni aggiungerei le colonne sonore di Carpenter..

    e la canzone di Eco&Narciso è una perla preziosa..

    perché i “drones” secondo te non sono tali? sono ignorante in materia 🙂

    cmq credo sia effettivamente più semplice vedere pubblicato un disco poco orecchiabile come questo se colonna sonora di un film (anche se poi le vendite.. ^_^).. tra l’altro parte dei pezzi sono stati composti in funzione delle scene del film, non penso che Morgan avrebbe fatto un disco simile senza di esso..

  2. anonimo ha detto:

    Per la definizione di drones:
    http://megaphone.omitech.it/DM/DM/LETTURE/TRANDRON.HTM

    (libro molto interessante peraltro…)

    AbulQasim

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...