AA.VV. “Parco Lambro 1976”, Stampa Alternativa, 2005

Le “Feste del proletariato giovanile” al Parco Lambro di Milano sono state uno tra i fenomeni più caratteristici della prima metà degli anni ’70. Quando si cerca di riassumere, in sintesi, gli aspetti belli e brutti di quegli anni, così estremamente ricchi e vivaci, questi happenings risultano notevolmente paradigmatici di un momento cruciale della società italiana.

Questo CD propone alcune testimonianze sonore estratte dalla intensa e controversa 4-giorni del 1976, ultima edizione della Festa. Queste testimonianze riguardano sia la musica eseguita in quel contesto sia le innumerevoli assemblee e riunioni svoltesi all’interno della manifestazione. Tutto questo materiale (pubblicato in LP molti anni fa, su di un disco piuttosto raro) ora torna disponibile, in versione digitale, come allegato ad un libro (“Musica e rivoluzione” di Gianpaolo Chiriacò) dedicato ad uno dei gruppi più importanti, se non il più importante, di quegli anni: gli Area.

Impossibile scindere questo gruppo dalla storia e dagli eventi legati al “movimento” che a partire dal 1968 attraverserà per un lungo e drammatico decennio la società italiana lasciandovi un’impronta fortissima. Musicalmente preparatissimi e coraggiosi, legati a doppio filo con l’etichetta discografica per eccellenza di quegli anni (la Cramps di Gianni Sassi), gli Area partirono con un jazz-rock radicale fortemente legato alle esperienze coeve dei Soft Machine per poi col tempo sviluppare sempre più l’attitudine alla sperimentazione e il fascino per la ricerca musicale contemporanea.
In particolare in questo disco compare una versione live molto intensa di “Gerontocrazia” e vi sono documentati (purtroppo) solamente i primi 5 minuti di una jam-session collettiva, molto blues-oriented, nella quale le tastiere di Fariselli e la voce di Stratos ben si amalgamano con gli strumenti degli altri musicisti presenti.

Il resto del CD mostra quelle che furono (categorizzando in maniera un po’ grossolana, ma efficace) le tre anime musicali fondamentali di quell’epoca così affamata di musiche nuove:
– la contaminazione tra jazz, rock ed elettronica (oltre gli Area: Toni Esposito, gli Agorà, i Sensation’s Fix)
– la ricerca nella musica di tradizione popolare (il Canzoniere del Lazio, Taberna Mylensis, il Carrozzone).
– la classica energia del rock (Eugenio Finardi con la sua “Musica ribelle” e un Ricky Gianco sorprendentemente barricadero).

Un piccolo spazio viene riservato alla ricerca più estrema che, pur se in relativa disparte, visse una straordinaria stagione proprio in quegli anni. Qui abbiamo il classico “Solfeggio parlante“, composto da Paolo Castaldi, coraggioso tentativo di portare musica difficile in un contesto di massa (per quanto alternativi i ragazzi presenti erano comunque assai numerosi).

I brandelli di assemblee documentati sul CD hanno, ormai, quasi esclusivamente valore antropologico e ci ricordano un modo di parlare (e di pensare) ormai definitivamente sorpassato (sia nei contenuti, sia nella forma) e che potrebbe sorprendere le nuove generazioni che forse non immaginano quali fossero i toni usati all’epoca e l’altissimo tasso di marxismo utilizzato assai rigidamente per misurarsi con la realtà.

Dispiace che il CD riproponga esclusivamente le cose già pubblicate anni fa, sarebbe stato interessante recuperare altre chicche tra le registrazioni dell’epoca (magari pescando tra i materiali girati all’epoca da A.Grifi). E ancor di più dispiace che non ci sia traccia degli eventi musicali delle precedenti edizioni (compresa la mitica performance di Battiato nel 1974).

Un disco interessante ma sconsigliato per le orecchie più delicate a causa del linguaggio MOLTO esplicito utilizzato in alcuni degli interventi.

Un libro ricco di informazioni e curato nell’analisi, indispensabile per chi voglia approfondire, anche attraverso articoli e interviste dell’epoca, uno dei fenomeni musicali più importanti che l’Italia abbia mai avuto.

www.stampalternativa.it

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