ALVIN LUCIER “Still lives”, Lovely music, 2001

Erano anni che rimandavo l’acquisto di qualcosa di Lucier. In moltissime occasioni avevo letto di lui e delle sue opere e la curiosità era forte, ma per una serie di ragioni, non ultima quella economica, avevo sempre rimandato l’approfondimento della sua musica. E dopo aver sentito questo lavoro devo rammaricarmi del tempo perduto.

Lucier appartiene a quella schiera di compositori che tendono ad esplorare il suono creando processi che svelino universi di sorprendente bellezza e vastità.

L’idea che c’è dietro le composizioni contenute in questo CD è abbastanza semplice: si tratta di far interagire degli strumenti acustici (in questo caso pianoforte e koto) con delle sinewaves sintetizzate elettronicamente.

Nel primo brano (“Music for piano with slow sweep pure wave oscillators“) si succedono lente e ammalianti le note del pianoforte, che vengono spezzettate dalle sinusoidi creando un effetto che, lungi dal voler stupire l’ascoltatore, ci costringe ad osservare cosa accade ai suoni (particolarmente quando le due sonorità entrano in consonanza).
Come sempre capita ascoltando questo genere di composizioni è proprio l’esperienza dell’ascoltare che si rivela essere una cosa assai diversa da quella dell’ascolto tradizionale, diventando molto più gratificante e, letteralmente, appassionante.

Analogamente si procede nel secondo brano (“On the carpet of leaves illuminated by the moon“) dove il koto, lo strumento solista, ancor meglio si adatta a questo specifico processo. Le note diventano ancor più asciutte ed essenziali e, nella solenne ripetizione delle stesse pochissime note, l’ascoltatore si ritrova a poter osservare perfettamente, quasi potendoli accarezzare, gli incontri e gli scontri tra i suoni elettronici e quelli acustici, con una chiarezza di visione che lascia stupefatti.

Più complesso, e forse per questo meno riuscito, il terzo brano (“Still lives“), strutturato in 8 brevi parti più impressioniste, in cui ricompare il piano.

Come sottolinea lo stesso Lucier “In all these works, beats are not used as ornaments or coloration but are the essential material from wich the pieces are made“. Ancora una volta l’obbiettivo è portare all’attenzione dell’ascoltatore occidentale quei fenomeni acustici che normalmente sfuggono e vengono coscientemente ignorati.

Musica meravigliosa che pretende di essere ascoltata (“require close attention from listeners“,scrive Lucier).

Consigliata a chi ha amato “Za” di Battiato o i lavori di LaMonte Young, inadatta a testare il nuovo impianto stereo dell’automobile o come sottofondo per stirare le camicie

3 thoughts on “ALVIN LUCIER “Still lives”, Lovely music, 2001

  1. anonimo scrive:

    grazie caro abul per questa interessante recensione, da acquolina in bocca… penso che cercherò di procurarmi questo lavoro.
    Saluti e… a presto!

  2. abulqasim scrive:

    prego 🙂
    o anonimo conoscente :-)))

  3. […] capolavoro troviamo una composizione di Alvin Lucier (vi ho già parlato di lui in questo post e in quest’altro articolo) intitolata (magnificamente) […]

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