ENNIO MORRICONE “Marco Polo”, Rai trade, 2004

Nei primi anni ’80 la RAI realizzò un film per la TV molto ambizioso dedicato alla figura di Marco Polo, un vero e proprio kolossal televisivo con la co-produzione di altre prestigiose televisioni europee, ne affidò la regia a Giuliano Montaldo e le musiche al nostro autore più celebrato in materia di soundtracks, Ennio Morricone. L’opera riscosse un discreto successo e, come sempre accade in questi casi, nel 1982 venne pubblicato dalla Fonit Cetra un LP dall’aggressiva copertina rosso fiammante che raccoglieva una buona parte della colonna sonora.

Il disco finì presto fuori catalogo. Negli anni a venire non venne mai ristampato e persino nelle moltissime compilation dedicate al maestro Morricone nessuno dei temi che compongono questa colonna sonora trovò un po’ di spazio. Anche con l’avvento del CD le acque non si smossero e, nonostante il buon successo delle molte ristampe di colonne sonore di alcuni dei B-movies degli anni ’60 e ’70 ai quali Morricone aveva prestato la sua vena di compositore, per 20 anni queste musiche (letteralmente) furono introvabili ed inascoltabili.

L’anno scorso, fortunatamente, Rai Trade le fa riemergere dall’oblio pubblicando (oserei dire in semi-clandestinità… non è che se ne siano viste molte copie) un doppio CD che aggiunge al materiale originale molte (e succose) bonus tracks portando la durata complessiva ad oltre 2 ore e un quarto di musica.

Voi potreste pensare che la ragione di questa lunga assenza fosse nella scarsa qualità delle musiche, ma, al contrario, qui abbiamo un Morricone ai vertici della sua maturità di compositore, ancora lontano da certe ridondanze autocelebrative degli ultimi anni e pure distante dagli epici temi che gli diedero la notorietà legati agli spaghetti-western di Sergio Leone. Siamo invece più vicini a opere come la colonna sonora di “C’era una volta in America” o alla felice vena dei temi scritti per “Mission” (e scusate se è poco…).

All’interno di questo monumentale lavoro troviamo di tutto (d’altra parte la lunghezza dello sceneggiato e la varietà di situazioni e luoghi proposti ben si prestavano ad una colonna sonora corposa ed eclettica).

Naturalmente vi sono alcuni temi dalla stupenda melodia presentati in diverse forme e arrangiamenti, a partire dal bellissimo “Tema di Marco” (affidato, nella versione dei “titoli”, alla viola di Dino Asciolla contrappuntata da un energico coro nell’inimitabile ancorchè classico stile morriconiano), fino all’incantevole tema d’amore “Canzone di Mai-Li“, splendido anche nella versione “estesa”.

Poi troviamo alcuni bozzetti tanto brevi quanto intensi e di sfolgorante bellezza: “I sogni“, “Nostalgia del padre“, “La leggenda della Grande Muraglia“, dove il compositore dimostra che possono bastare 60 secondi per regalarci emozioni fortissime.

Accanto a questi troviamo alcuni brani più lunghi e strutturati nei quali Morricone mette tutta la sua sapienza di compositore: “I crociati“, dall’evocativo uso di ottoni e legni, “Al Santo Sepolcro“, che fa seguire una prima parte profondamente struggente da una seconda dove mirabilmente si sfiorano le vette del sacro, il capolavoro “Verso l’oriente” che maestosamente descrive gli scenari e i nuovi orizzonti che si aprivano a Marco Polo, i riusciti esotismi dell’inedito “Festeggiamenti a palazzo“.

Al confronto con questi brani (diciamo) più tradizionali non sfigurano (anzi…) quelli in cui le influenze stravinskyane e moderne sono più che evidenti (“I mongoli“, “Il sud brucia“, “La grande marcia di Kublai” fino alla eterea atmosfera quasi-ambient di “Musica di corte“), ed è da sottolineare come Morricone mescoli con sapienza queste influenze con la sua straordinaria attitudine alla melodia ottenendo musiche di grande godibilità e niente affatto ostiche.

Tutta l’opera brilla per compattezza e forza, senza cedimenti e debolezze, ed è benissimo suonata dall’orchestra e il coro “Unione Musicisti di Roma“.
In estrema sintesi: un Morricone ispiratissimo per un lavoro di ampia portata che gli ha permesso di esprimere al meglio le sue qualità compositive.

Io personalmente trovo scandaloso che dischi di questa qualità possano perdersi nelle nebbie delle case discografiche e voglio lanciare una piccola provocazione:

in questi ultimi anni si è fatto un gran parlare sulla difesa del, cosiddetto, diritto d’autore, e lo si è fatto sempre e solo in relazione alla, cosiddetta, pirateria (download dalla rete, copie casalinghe o vendute sulle bancarelle, ecc.). Nessuno ha detto una sola parola su come difendere gli autori dalle case discografiche che possiedono i diritti su uno o più dei loro dischi e si rifiutano di ristamparli.
In pratica accade, e più spesso di quanto possa sembrare, che un disco finisca fuori catalogo (nel limbo della musica) per le ragioni più varie (calcolo economico, questioni legali, antipatie personali) e nessuno possa restituire al mondo la possibilità di fruire di quest’opera. Le case discografiche non solo non ripubblicano questi dischi ma neanche sono disponibili a rivenderne i diritti (se non proponendo prezzi assurdi).
Il risultato è che queste opere finiscono nel dimenticatoio e a nulla valgono le proteste e le richieste degli autori (Sergio Endrigo e Giuni Russo sono passati attraverso queste forche caudine, e sono solo due esempi, l’elenco potrebbe allungarsi).

Tutto questo c’entra forse qualcosa con la difesa dei diritti d’autore ?

La mia proposta, che chi vuole può rilanciare in altri luoghi, è molto semplice.

Se un disco non viene ristampato per un determinato lasso di tempo (io suggerirei 5 anni, ma su questo si può discutere), essendo palese che i proprietari non sono più interessati alla diffusione dell’opera, automaticamente i diritti dovrebbero ritornare GRATUITAMENTE all’autore dell’opera stessa che ne dispone come vuole (rivendendoli a chi è interessato a pubblicarla o pubblicandola direttamente).

Oggi, paradossalmente, chi mette in rete copie digitali di dischi che non vengono ristampati, come nel caso di questa colonna sonora, da alcuni decenni invece di essere visto come un filologo che recupera al mondo musiche dimenticate (nascoste, censurate, rapite…) rischia una pesante multa, mentre chi occulta l’arte nei suoi inaccessibili sotterranei vuol farsi passare per difensore dei diritti degli autori…

Liberiamo le musiche prigioniere!

p.s. Ma qualcuno si ricorda chi è DRAGONDA ?

8 thoughts on “ENNIO MORRICONE “Marco Polo”, Rai trade, 2004

  1. anonimo scrive:

    per me la musica di Polo è meravigliosa. Ha molto la malinconia ed intensità così come la vita di Marco Polo.

  2. anonimo scrive:

    dragonda è il nome che il marco polo dello sceneggiato, diede ad un giocattolo dalla forma di drago e gondola

  3. anonimo scrive:

    chiedetelo a Maurizio Mencarelli

  4. anonimo scrive:

    Nel 1984, quando lo sceneggiato era ormai un ricordo, decisi di comprare l'album colonna sonora 33 giri, che ho ancora. E' bellissimo, con la copertina rossa, il simbolo della dragonda dorata al centro, e all'interno della copertina fatta a libro, la foto dell'attore che ha impersonato Marco Polo, a cavallo e sullo sfondo la muraglia cinese… Il disco in vinile si è un po' rovinato (soprattutto quando è caduto a mio fratello strisciandolo!!!). Spero di trovarlo in versione CD perché le musiche sono un vero capolavoro.

    Paolo 67 PD.

  5. anonimo scrive:

    La voglio anch'io questa colonna sonora stupefacente. Se non esiste in commercio la cercherò su internet, è troppo bella, ricordi troppo belli. 

    Marco Polo, e Michele Strogoff!? 🙂 Bellina anche quella. E quella di Gesu di Nazareth di Zeffirelli? 

    Quella di Gesù di Nazareth e quella di Marco Polo sono speciali. 

    Ciao!

    Tiashi

  6. […] minori) quali “Mosè” e “Marco Polo” (del secondo ve ne parlai lungamente in questo post) ci regalano momenti di intensissima liricità con entrambi i temi principali che emergono […]

  7. […] sono introvabili e sono, di fatto, negati, a coloro che volessero ascoltarli (ve ne accennai in questo post parecchio tempo fa). Anche di queste opere, che gli autori definiscono orfane, si parla […]

  8. This is the 2nd article, of your blog I read. Nonetheless I actually love this specific one, “ENNIO MORRICONE Marco
    Polo, Rai trade, 2004 SoundScapeS” the most.

    All the best -Karolyn

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