ROBERTO CACCIAPAGLIA “Incontri con l’anima”, Delta dischi, 2005

Nuovo lavoro di quello che è e resta uno dei compositori più bravi e, allo stesso tempo, più sottoutilizzati che abbiamo in Italia. Sono passati oltre 30 anni da quando esordì con “Sonanze“, un lavoro molto interessante e trasversale sulla (allora) prestigiosa etichetta dei cosiddetti corrieri cosmici tedeschi. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Cacciapaglia ha continuato a comporre e, molto più raramente, ha pubblicare dischi sempre interessanti. Negli ultimi anni si è leggermente intensificata la sua produzione e questo è il terzo disco in 5 anni (preceduto da “Arcana” nel 2001 e “Tempus fugit” nel 2003).
Questo nuovo CD è sicuramente un buon lavoro e si ascolta con piacere, ma non scioglie i dubbi sul senso degli ultimi lavori di Cacciapaglia.
Provo a spiegarmi: mentre i suoi primi dischi erano decisamente personali ed esprimevano al meglio la sua poetica di compositore (certamente influenzata da molti artisti contemporanei, da Battiato a Reich, da Stockhausen ai Tangerine Dream), dopo il bellissimo (ma non certo vendutissimo) oratorio “Generazioni del cielo” Cacciapaglia ha realizzato una serie di dischi che sembrano tutti risultato di un compromesso tra la libera creatività dell’autore e la ricerca di un consenso tra gli ascoltatori. E se questo in un primo tempo è sfociato in un disco di cover di classici rock (“Angelus rock“) e in un disco di vere e proprie canzoni (“Generazioni“), in cui Cacciapaglia si è anche dilettato nel ruolo di cantautore, negli ultimi anni sembra essersi spostato su sonorità molto meno “pop” ma comunque non ancora completamente sue.

Di questo ultimo lavoro non è difficile cogliere alcuni riferimenti musicali (su tutti l’uso del pianoforte decisamente mertensiano), e non c’è niente di male nel rifarsi a qualcun altro, ma quello che manca è la sensazione di un lavoro che sia completamente e profondamente cacciapagliano.

Incontri con l’anima” è lavoro ambizioso, sostanzialmente acustico, che mette al centro il pianoforte, suonato dallo stesso Cacciapaglia, appoggiato su (pochi) archi, con qualche spolveratina di electronics e, in quattro brani, le voci soliste di Nuria Rial e Dora Carofiglio a cantare in varie lingue versi estratti da testi sacri appartenenti a diverse religioni.
Ed ecco quindi il pianismo minimal-romantico tipicamente europeo dell’iniziale “Vita nuova” e di “Mente radiosa“, lo splendido tema di “Atlantico” affidato al piano e agli archi (con qualche reminiscenza, non certo l’unica nel disco, di “Generazioni del cielo“), i bellissimi arpeggi per pianoforte di “Lucid dreams“, forse la traccia più riuscita, sui quali si appoggia una azzeccatissima voce in reverse… tutti brani nei quali, pur apprezzandone la bellezza, si ha l’impressione che l’autore non si lasci le briglie sciolte, ma insegua volutamente sonorità e climi che gli appartengono solo in parte.

Tra le cose meno apprezzabili segnalo invece l’uso delle voci: dalla scelta di usare una voce troppo impostata in “Un’ora“, che forse meritava una voce più naturale ed espressiva, a certi toni morriconiani in “Sarabanda” un pochino fuori contesto
Lasciano anche un pochino interdetti certe citazioni melodiche non so quanto volute (in “Dolce mente” gli archi sembrano suonare il “classico”  tema da stadio “ale-o-o” già utilizzato in passato da Baglioni, mentre in “Michael angelus pacis” c’è forse un omaggio al De Andrè de “La buona novella“).

Un bel disco che non soddisfa appieno.

http://www.robertocacciapaglia.com

p.s. Voglio rassicurare tutti quelli che, in preda ad una strana forma di delirio, vedono messaggi demoniaci dietro all’uso del reverse in musica. I versi ascoltati alla rovescia e cantati normalmente da Letizia Calandra Brumat sono i seguenti:
 “La, dove non è nessuna oscurità
La, né notte né giorno
né essere né non essere”

One thought on “ROBERTO CACCIAPAGLIA “Incontri con l’anima”, Delta dischi, 2005

  1. […] è giusto segnalare l’influenza su artisti italiani quali Roberto Cacciapaglia (ne scrissi qui) o Piero Milesi (di un suo capolavoro post-minimalista accennai […]

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