SOUNDSCAPES vol.3

 

Terzo volume di quello che, non per mia volontà, sembra essere diventato un appuntamento a cadenza semestrale.
Sottotitolato “Parlare di musica è come danzare di architettura” (frase rubata a Laurie Anderson, ma che condivido in pieno) eccovi 18 brani che mi hanno folgorato dalla fine della scorsa estate fino ad oggi. Dentro c’è esattamente quello che vi potete/dovete aspettare (se seguite ‘sto blog o avete ascoltato i due precedenti volumi) con, come sempre, qualche sorpresina.
Musica in gran parte acustica (ascolto sempre meno rock…) che va dai miei amatissimi anni ’30 fino ai giorni nostri. Voci italiane (soprattutto), ma anche romanesche, spagnole, inglesi e tedesche (e poiché non ci facciamo mancare niente non mancano anche un paio di tracce strumentali).
79 minuti di diario musicale indispensabile complemento alle parole che mi sbrodolo addosso su questa pagina.

Come sempre chi desiderasse ascoltarla non deve fare altro che chiedermela.

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5 thoughts on “SOUNDSCAPES vol.3

  1. WhiteFang ha detto:

    Bel blog. Tornerò!!!

  2. abulqasim ha detto:

    Troppo gentile 🙂

  3. anonimo ha detto:

    Che muso Meraviglia!
    :-)))

  4. WhiteFang ha detto:

    Ah, ma la frase non era di Stravinskji?

  5. abulqasim ha detto:

    Non ne ho idea, l’hanno citata in tanti (Costello, Monk…). Io la ricordo per averla sentita dire dalla Anderson in una intervista di tanti anni fa (e quindi IO l’ho rubata a LEI) 🙂

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