KRAFTWERK “Bremen radio 1971”, bootleg

E’ il giugno del 1971, i Kraftwerk hanno da poco licenziato il loro disco d’esordio. Al duo fondatore (Ralf Hutter e Florian Schneider) si sono aggiunti Klaus Dinger e Michael Rother che, da qui a poco, lasceranno il gruppo (senza partecipare alle registrazioni del secondo LP) e formeranno i Neu! (attualmente considerati tra i gruppi più seminali e importanti della scena tedesca di quegli anni).

Questo concerto, registrato per una radio tedesca e che si sente davvero molto bene, ci da l’opportunità di ascoltare questa strana ed estremamente provvisoria incarnazione della band che, caso unico nella storia del gruppo, era sfuggita al ferreo controllo di Ralf & Florian (tanto che Ralf lasciò il gruppo e rientrò solo dopo l’abbandono degli altri 2) e si stava spostando su lidi abbastanza anomali per quello che era stato e sarà lo stile Kraftwerk.
Il disco contiene 5 lunghi pezzi (da un minimo di 8 minuti ad un massimo di 20), fortemente improvvisati, imperniati soprattutto sulla chitarra di Rother (insistente, minimale, ma inevitabilmente rock) e la batteria tipicamente motorik di Dinger (come spesso capita in musica sono proprio gli enormi limiti tecnici del musicista a dargli la possibilità di scoprire vie musicali inaspettate ed estremamente efficaci, Dinger non è mai stato niente più che un mediocre batterista ma proprio per questo la sua scarsa fantasia spalmata sui tempi lunghissimi di questi brani rende il suo stile iper-ipnotico ed efficacissimo).
A loro si aggiungono, defilati, i disturbi portati dalle tastiere (probabilmente suonate sia da Ralf che da Florian), il flauto traverso di Florian in un pezzo e, forse, anche una seconda chitarra suonata qui e la da Ralf.
Il livello delle composizioni/improvvisazioni è altissimo, siamo su coordinate visceralmente krautrock, l’affiatamento tra Dinger e Rother è perfetto: uno pesta ossessivo sulle pelli e i piatti, l’altro evoca con la sua chitarra semplicissime melodie che vengono reiterate senza fine e spesso finiscono in un caos distorto estremamente funzionale all’atmosfera del concerto (con il pubblico evidentemente e piacevolmente partecipe). Materiali sporchi e fumosi, nessuna concessione al “bel suono”, ruvidità e sudore, socialismo e barbarie, cocciutaggine e pesanti martellamenti sonori.
L’unico brano riconoscibile è il classico “Ruckzuck” (dal loro omonimo disco d’esordio) addolcito da Rother in una ampia suite con vaghissimi echi bluesy dove la sua chitarra opera una continua smussatura degli angoli presenti nella versione originale.

Non sorprende che Hutter non abbia acconsentito all’evoluzione in questo senso del gruppo: troppo distante questo rock primitivo e mantrico dalla sua passione per la ricerca sul suono, per l’esplorazione/manomissione/progettazione della macchine e per le pop-song perfette ma al contempo disturbanti.
Insomma, più che un live dei Kraftwerk questa sembra essere una prima incarnazione, ancora grezza, dei Neu! nella quale i due futuri “robots” prestano solamente qualche effetto speciale e qualche idea melodica.

Un tassello fondamentale per ricostruire la (prei)storia di un gruppo fondamentale nella musica degli ultimi 40 anni e fotografarlo in un momento unico e bellissimo.

Con un po’ di pazienza e fortuna potete scaricarvi l’intero concerto da questo meraviglioso sito:
http://www.bigozine2.com/archive/ARrarities06/ARkwbremen.html

p.s. A chi fosse interessato a tutta l’esperienza krautrock/corrieri cosmici ricordo che è stato pubblicato anche in Italia il bellissimo libro di Julian Cope “KrautRockSampler” che resta il più riuscito atto d’amore verso la scena che negli anni ’70 dalla Germania illuminò il mondo della musica occidentale.

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3 thoughts on “KRAFTWERK “Bremen radio 1971”, bootleg

  1. anonimo ha detto:

    Ascoltato!
    mi piace molto!
    vuol dire che sono diventata ruvida,sudata,socialista,barbara e cocciuta?

  2. abulqasim ha detto:

    No 🙂
    vuol dire che sei KRAUTA dentro e ti piacciono i tipi ruvidi, sudati, socialisti, barbari e cocciuti.
    Probabilmente sei anche un corriera cosmica, ma quella è un’altra (e parallela) storia…

  3. anonimo ha detto:

    KRAUTA dentro non me lo aveva ancora detto nessuno!
    tu sei proprio un bel tipo ruvido!:P

    e solo un socialista mi poteva dare della “corriera”!
    almeno potevi dire un pulmino…hihihih!!!!!

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