GIUNI RUSSO “Unusual”, 2006, RadioFandango

Ascoltando questo disco, fatto, soprattutto, da duetti virtuali, l’impressione principale che ho provato è quella di un lavoro affrettato e portato a compimento anticipatamente rispetto a quello che avrebbe meritato la memoria di Giuni Russo.
Sorprende la brevità del disco (solo una quarantina di minuti, inedito compreso), la altalenante qualità dei partecipanti al progetto, i diversissimi modi in cui ci si è confrontati con la voce e le canzoni del repertorio giuniano.

Ma andiamo per ordine.

Avendo a disposizione decine di belle canzoni e la possibilità di convincere a collaborare tutti coloro che hanno amato la musica di Giuni Russo non si riesce a capire perché ci si sia ridotti a soli 10 duetti (e ci comprendo pure il remix-ricostruzione di MegaHertz) di cui uno, “Strade parallele“, già noto.
Zucchero (e tu guarda chi mi tocca citare come esempio positivo…) ci ha messo, credo, una ventina d’anni a completare il suo cd di duetti accumulando pazientemente le registrazioni e aspettando che le persone coinvolte avessero tempo e modo di collaborare con lui. Qui ho invece l’impressione che si dovesse “per forza” pubblicarlo entro il 2006 e non si sia dato tempo al progetto di respirare e svilupparsi naturalmente. Ed è un peccato perché SICURAMENTE quelle canzoni meritavano (anche) altri interpreti ed altre interpretazioni.

Nei miei sogni avrei voluto che a confrontarsi con le canzoni di Giuni Russo fossero o alcune tra le voci femminili più belle che abbiamo in circolazione (dalle mie parti: Antonella Ruggiero, Diamanda Galas, Elisabeth Frazer, Lisa Gerrard, Teresa Salgueiro, Yungchen Lhamo…) o artisti in qualche modo sinceramente legati a lei, invece mi sfugge come si sia determinata la lista di questi partecipanti (con alcune presenze davvero misteriose quali le Mab o Elena Vittoria). Aggiungiamo pure che una voce così imponente come quella della Russo tende facilmente a far sfigurare colui o colei che gli si accosta (Toni Childs, Lene Lovich non ne escono benissimo, non a caso se la cava meglio chi sfugge al confronto come CapaRezza, MegaHertz o le Mab).

Il progetto poi pecca per troppa eterogeneità negli approcci: passiamo dai finti-duetti (“Morirò d’amore“, “Moro perché non moro“, “La sua figura“) che riutilizzano (sostanzialmente) le musiche già esistenti, ai completi rifacimenti dei brani in salsa elettronica modernista (“Una vipera sarò“, “Un’estate al mare“) o a quelle che sono a tutti gli effetti delle cover in cui la presenza della Russo è poco più che una spruzzatina (vedi l’ “Adrenalina” rockettara delle Mab o la “Love is a woman” infreddolita dalle notti monegasche di Elena Vittoria).

Tutto si può fare, per carità, ma un progetto di questo tipo richiedeva una maggiore personalità ed omogeneità. Per fare un esempio, ed un confronto, il classico “Battiato non Battiato” aveva una chiarezza di intenti che qui neanche ci sogniamo.

Neanche si capisce cosa c’entri l’inedito “American man“, dove ascoltiamo, completamente decontestualizzata, una Russo discotecara la cui canzone sfigura con i capolavori che la precedono.
Io non ho nulla in contrario (anzi…) affinchè si raccolga e venga ripubblicato il passato pre-Energie della nostra, un passato nel quale le sue doti vocali si scontravano con canzoni tutt’altro che impeccabili, ma inserire qui questa canzone provoca uno straniamento che ci potevano risparmiare, anche perché la sensazione che si prova è proprio quella del riempitivo (e non è piacevole).

Una parola a parte per “Strade parallele“. Questa canzone ha la sola colpa di non essere diventata famosa quanto meritava (credo che una melodia così riuscita e allo stesso tempo così tipicamente italiana avrebbe dovuto rivaleggiare con la fin-troppo-celebrataCaruso” di Dalla), ma da qui a rimettere le mani in un arrangiamento perfetto e riuscito ce ne corre anche perché, come era ovvio prevedere, la canzone non ci guadagna affatto e perde qualcosina (immagino che l’abbiano fatto per poterla pubblicare evitando le solite questioni riguardanti i diritti…). Ma mentre l’ascolto nasce in me un imperativo categorico: aridatece l’orchestra !!!!

Poi, come sempre accade, ci sono cose riuscite ed altre meno: non disprezzo la trasfigurazione che ha fatto CapaRezza (per inciso: il suo lavoro di sintesi tra le radici black del rap, la grande canzone italiana e la filastrocca popolare nostrana è interessante ma, a mio parere, rovinato dalla sua voce monocorde e non particolarmente piacevole), ho apprezzato “La sposa” con le Carmelitane (ma chissà come avrebbe suonato con il Coro delle Voci Bulgare… se hanno cantato il, capolavoro, “Pippppero” avrebbero pure potuto interpretare questa canzone…) e quel piccolo gioiello che è “Illusione” ben interpretata, e con amore, da Vladimir Luxuria. Ho trovato anche (parzialmente) riuscita l’estate al mare di MegaHertz che la ristruttura con abilità salvo perdersi nel ritornello un po’ sciapo con quel ritmo pre-settato che stride con le ottime aperture armoniche delle strofe (ma è un peccato veniale, il ragazzo è bravo e lo sappiamo), mentre mi lascia perplesso la performance vocale di Battiato che non mi appare del tutto convinto (emozionato ? andava di corsa pure lui ? reduce da una faringite ? costretto a cantare su una tonalità che non è la sua ?).

Quello che proprio non va è l’impianto generale, continuo a pensare che il modo migliore per rendere omaggio alla memoria della signorina Romeo sarebbe quello di ripubblicare TUTTI i suoi lavori in versioni iconograficamente ineccepibili, con l’audio adeguatamente curato e, quando possibile, aggiungendoci bonus track (brani live, versioni alternative, brani scartati, singoli, collaborazioni, ecc.). C’è ancora molto che manca all’appello (praticamente quasi tutto…) e il lavoro duro che attende la Sisini è convincere chi detiene i diritti a pubblicare questi dischi o a dare la possibilità ad altri di farlo.
Altre operazioni, compresa questa, per sortire un buon risultato necessitano di cure, attenzioni e, soprattutto, tempo che bisogna mettere in conto se si vuole realizzare un prodotto che DAVVERO suoni come un omaggio al talento di Giuni Russo.

Altalenante.

www.radiofandango.it

Annunci

3 thoughts on “GIUNI RUSSO “Unusual”, 2006, RadioFandango

  1. Beatrice ha detto:

    La (brutta) copertina ricorda molto la locandina di “THX” di Lucas…

    i molti interrogativi che l’ascolto di questo dico mi e ti lascia (su tutti la poca cura del mixaggio da parte di Pinaxa e la frettolosità nel farlo uscire), temo abbiano come risposta motivi prettamente economici ^_^

    stessa tua impressione sull’inedito (?), che ha anche una qualità audio non eccelsa (da vinile)

  2. anonimo ha detto:

    Nella conferenza stampa romana di presentazione del disco Maria Antonietta Sisini ha ribadito che ci teneva ad una uscita settembrina (e questo conferma una certa fretta nel finire il CD), ha accennato ai perchè e ai percome delle presenze e assenze tra i partecipanti all’operazione. L’inedito è tratto da una “lacca” del 1979 e da quella è stato recuperato (ma forse non troppo restaurato). Alla fine la cosa più riuscita è il dvd allegato che comunque ci documenta una ottima Giuni Russo live, e non è poco 😉

  3. anonimo ha detto:

    E’ satata una grande perdita per la musica Italiana ,pi da quello che si sente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...