SENOR COCONUT Y SU CONJUNTO “El baile aleman”, 2000, Multicolor EFA


Prendete alcune tra le più famose canzoni di un gruppo storico della musica elettronica, arrangiatele secondo gli stilemi della musica popolare da ballo del centro e sud-America, spazzate via le tastiere e i computers e sostituiteli con marimbas, trombe e sassofoni a go go, bonghi e percussioni come se piovesse, mescolate il tutto con un pizzico di sfacciataggine e una spolverata di incoscienza e vi troverete tra le mani questo straniante cocktail (o forse è una tortilla) intitolato “El baile aleman“.
Uwe Schmidt alias Señor Coconut riesce a rendere plausibile (per non dire ovvia) quella che può sembrare una clamorosa assurdità: sposare le ritmiche e le sinuose sonorità latine con le rigidità teutoniche (invero apparenti) degli uomini-macchina per definizione: i Kraftwerk.
Ma attenzione: in questa operazione non c’è nessuno spirito parodistico o grottesco, trattasi di un lavoro divertito e divertente ma assolutamente intelligente, serio e consapevole.
Quello che ci racconta questo disco, ciò che ci chiarisce con illuminante chiarezza, è che la forza e la bellezza delle canzoni dei Kraftwerk, al di la di quello che possa sembrare, poggiano su due solide basi: ritmo e melodia.
Conscio di questa verità Schmidt prende il primo e lo trasla dolcemente e con abilità nella tradizione latinoamericana lasciando che la seconda continui a scintillare alta sull’orizzonte.
Se è certamente vero che la grandezza di Ralf & Florian è frutto della loro passione per la ricerca sui suoni, del loro costante tendere ad una estrema modernità tecnologica, della loro capacità di trasformarsi in icone tecnologiche (esaltazione e monito della civiltà occidentale), questo disco ci dimostra come tanta (meritatissima) fama non potesse prescindere ANCHE da una non comune capacità compositiva e da una infinita e virtuosa passione per il ritmo.
Ed ecco quindi che suonano assolutamente naturali e a proprio agio la cumbia/merengue di “Autobahn” (che più che alle rombanti autostrade tedesche fa pensare ad una gitarella in campagna), il mambo purissimo di “Expo 2000” sfiziosamente bilingue, il merengue trascinante di “Homecomputer” dall’intro exotica che profuma di echi jamesbondiani, il morbido cha-cha-cha di “Showroom dummies” e quello più confidenziale di “Neon lights“, la cumbia al caffè (vagamente memore della storica “La colegiala“) di “Trans Europe Express“, la rumba dalle frenetiche percussioni tribali di “Radioactivity” incrociate con imponenti ottoni da big-band.
Viene qui svelata una sorta di natura pop primigenia di questi brani, che va ben oltre gli aspetti che hanno reso celebre il duo di Dusseldorf, e si evidenzia come siano tantissimi i vestiti che possano adornare una grande canzone mentre è tipico dei brani mediocri essere vincolati ad un certo arrangiamento/stile/suono.
Señor Coconut ci apre uno squarcio sull’essenza più pura della forma-canzone (il cui mistero è ben lungi dall’essere svelato) tra le più significative che mi sia stato dato ascoltare e, contemporaneamente, realizza un lavoro piacevolissimo che, come solo la musica migliore sa essere, si può ascoltare a più livelli e si rende disponibile a diversissime forme di ascolto (compresa quella più ludica e danzereccia).

Provare per credere.

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One thought on “SENOR COCONUT Y SU CONJUNTO “El baile aleman”, 2000, Multicolor EFA

  1. anonimo ha detto:

    E’ un album stupendo, dall’ironia raffinata.

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