FRANGETTA – Milano is burning, 2007

Una citazione in tempo reale per questa strana cosa che sta esplodendo per la penisola e rischia di diventare il vero tormentone dell’estate.

Non sono certissimo dell’origine ma pare che un web-magazine chiamato “Il deboscio” abbia creato, tra il serio e il faceto, il prototipo delle frangette mettendo sopra una semplice (ma piacevole) base electro-techno una voce femminile sintetizzata che snocciola una serie di luoghi comuni/modi di dire/modi di fare (presuntivamente) tipici delle ragazze trendy milanesi dei giorni nostri (tra questi i capelli con la frangetta del titolo). Un po’ presa in giro, un po’ analisi sociologica questo brano racconta/disegna una ben definita tipologia urbana e, pur rischiando l’inevitabile caduta nello stereotipo, risulta assai divertente all’ascolto grazie al classico gioco del riconoscersi in parte del testo o riconoscerci i comportamenti di persone conosciute. Da questo punto di vista risulta azzeccatissima la voce sintetizzata che proprio perché non rimandabile ad una persona particolare sembra poter recitare a nome di tutte e rappresentare l’intera categoria.
Grazie (da quel che ho capito) alla spinta di Radio DJ la canzone inizia a circolare oltre Milano e si diffonde in giro per l’Italia.

E fin qui non siamo oltre la normalità.

La cosa carina è che, come fosse un virus, le frangette iniziano a moltiplicarsi e, abbastanza spontaneamente, iniziano a circolare in rete versioni alternative nelle quali invece di raccontare le ragazze milanesi si raccontano i modus vivendi delle ragazze di Bologna, Firenze, Roma… e poi Ivrea, Alcamo, Verona, Bari, La Spezia, Corsico (?) e chi più ne ha più ne metta. Velocemente la febbre delle frangette impazza per il web:
alcuni rimangono fedeli alla linea e utilizzano la stessa base elettronica limitandosi a modificare il testo recitato dalla voce sintetizzata in funzione della diversa appartenenza geografica, altri cambiano l’assunto di fondo e si divertono a mettere in sequenza modi di dire più o meno dialettali rinunciando all’aspetto para-sociologico per puntare più sul versante del divertimento terra-terra, altri ancora modificano la base musicale mantenendone però lo stile, poi ci sono quelli che mantengono l’idea di fondo ma la ricostruiscono completamente dal punto di vista musicale e vocale (ad esempio i romani Banali con la loro “Mi tatuo le ali“) e quelli che la ridefiniscono non in base all’appartenenza geografica ma ad altre caratteristiche (dall’orientamento sessuale all’università che si frequenta). Insomma le frangette dilagano, mutano, circolano, divertono e ci fanno pure un pizzico riflettere.

Non so come evolverà e poi morirà questo fenomeno (difficilissimo da controllare… chissà quante ce ne sono in giro che mi sono sfuggite…), ma un paio di riflessioni volanti le voglio fare:

1) se tutto questo sta accadendo è anche perché molti (a cominciare, credo, dagli stessi autori del brano-madre) se ne stanno fregando dei diritti d’autore ed è un classico esempio di come un idea riuscita possa diventare davvero potente e deflagrante solo se gettata in pasto al mondo intero e, grazie al contributo e alla passione di molti, possa venir amplificata sviluppando potenzialità che sarebbero rimaste inespresse se lasciate nella mani dei (diciamo) legittimi genitori

2) alla resa dei conti tutto questo è solo un gioco, anche piuttosto divertente, ma, come succede spesso giocando, effettivamente le frangette riescono a descrivere, con grande efficacia, sintesi e semplicità, una realtà giovanile diffusa che altri media non ci raccontano (o non ci sanno raccontare con la stessa efficacia)

E ora divertitevi a cercarle
(personalmente ho particolarmente apprezzato le fuori-sede di Bologna, e le teen-agers di La Spezia)

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One thought on “FRANGETTA – Milano is burning, 2007

  1. […] brano, nella sua struttura, sembra risentire delle frangette (delle quali vi parlai qui), ma comunque sia è un pezzo che trasuda intelligenza, voglia di mettersi in gioco e una giusta […]

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