DOMENICO MODUGNO “Dio, come ti amo”, 1966

Torno sul luogo del delitto
(la canzone italiana degli anni ’60).

Questo brano ha una struttura abbastanza anomala, niente ritornello e strofe ma una lunga e, relativamente, complessa melodia che, reiterata, caratterizza l’intera canzone.
La struttura è la seguente:

  • all’inizio una breve introduzione lenta ed evocativa
  • poi parte la melodia, ma vengono presentate solo le prime due delle tre parti che idealmente la compongono (A-B)
  • a questo punto riparte la melodia che viene presentata nella sua interezza (A-B-C)
  • di seguito viene eseguita la parte A ma in versione strumentale
  • infine torna la voce di Modugno e vengono eseguite le ultime due parti (B-C)
  • la canzone si chiude con una breve coda dal climax in crescendo che fa accapponare la pelle (indice di ottima qualità come segnalava Branduardi anni fa…).

L’arrangiamento è anomalo e sontuoso, alla chitarra-basso-batteria di base si sommano con misurata eleganza una tastiera dal sapore (ormai) antico, un coro femminile tipicamente sixties, dei flauti e un’arpa, il tutto con accelerazioni e rallentamenti atti a rendere il brano imprevedibile e i contrappunti del coro ad impreziosire sapientemente la melodia principale.

Ora: questa canzone ha vinto il festival di Sanremo ed è stata un discreto successo (è stata anche in testa alla classifica dei singoli più venduti, seppure per una sola settimana) e la domanda (mi) ritorna spontanea: come è stato possibile negli anni ’60 che il grande pubblico potesse apprezzare (e comprare) brani così raffinati e in nessun aspetto banali e cosa è successo perché oggi le canzoni di classifica siano, direi nella loro totalità, sempre molto elementari e dalla struttura ovvia e scontata. Perché oggi sembra impossibile (in Italia) sperimentare nella/sulla forma canzone e parallelamente avere non solo i riconoscimenti della critica ma anche quelli del pubblico ?

Mentre la questione resta aperta (ma una vocina suggerisce che sia colpa della trasformazione delle case discografiche in industrie “come le altre“) mi riconsolo ascoltando queste chicche (ringraziando gli spot pubblicitari che a volte ci aiutano a riportarli alla memoria).

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