MUTANT SOUNDS

C’è un interessante e voluminoso fenomeno di scambio e condivisione di file musicali su Internet che ancora non è entrato nell’occhio del ciclone dei mass-media (e delle grandi corporation della musica) passando finora abbastanza inosservato.
E’ un fenomeno tecnologicamente arretrato rispetto agli scambi peer-to-peer che avvengono tramite Emule o BitTorrent (e quindi, teoricamente, più facile da bloccare per i paladini del diritto d’autore) ma ciò nonostante in grande crescita. E’ l’unione creativa tra gli ormai classici blog e quelle piattaforme (tipo RapidShare) che permettono di caricare grossi file di dati consentendone poi, a chi conosce l’indirizzo giusto, lo scarico a pagamento (in totale libertà) o gratuito (con alcune limitazioni, generalmente permettendo lo scarico a non più di un file al giorno).
In buona sostanza trattasi di normali blog nei quali, in linea di massima, ogni post è dedicato ad un album musicale (come nel blog che state leggendo), spesso con informazioni e foto delle copertine (si, ancora come questo…) ma che contengono anche un link dal quale si può scaricare direttamente l’intero lavoro (attraverso procedure che, va detto, a volte sono, se non complesse, perlomeno confuse).

La cosa sfiziosa è che normalmente questi blog sono dedicati a musiche e musicisti di nicchia da tempo ormai abbandonati dall’industria della musica, spessissimo contengono LP (ma anche singoletti o addirittura audiocassette) digitalizzati amatorialmente, ma con attenzione e cura e generalmente di buona qualità.
Si va, per quella che è la mia esperienza, attraverso cose diversissime, da blog dedicati al recupero di dimenticati dischi cileni di cantautorato folk degli anni ’50 e ’60 (do you know Rolando Alarcon ?), a quelli dove si approfondiscono oscure private pressing di industrial anni ’80, passando per tutti i sottogeneri che potete provare ad immaginare. Strano a dirsi ma non mi sono mai imbattuto in blog dedicati a musica mainstream, anche se questo potrebbe essere successo a causa dei miei gusti personali.

Da un punto di vista socio-antropologico è interessante notare come, spontaneamente e senza alcuno scopo di lucro, persone diverse in luoghi diversi si siano messe a riversare in digitale i propri polverosi vinili e le loro cigolanti audiocassette e abbiano deciso di condividere con altri appassionati musiche che altrimenti sarebbero di impossibile reperibilità per le nuove generazioni, che mai le hanno viste nei negozi, come per i più anziani che magari non hanno neanche più il giradischi.
Tra queste musiche, inutile dirlo, molte cose interessanti e di ottima qualità che l’industria non si sogna neanche di recuperare (a volte ci provano etichette piccoline, ma l’universo musicale è così vasto che non hanno certo la forza economica per ristampare così tanto materiale).
Non è banale trovare questi blog, io ogni tanto ci inciampo per caso, ma se ne trovate uno che fa al caso vostro è probabile che tra i link indicherà altri blog-fratelli contenenti materiale più o meno analogo e altrettanto interessante e così, di fiore in fiore, rischiate di perdervi nell’incantesimo e non uscirne più (felicemente, of course).

Tra quelli che ho incrociato vi segnalo questo “Mutant sounds
http://mutant-sounds.blogspot.com/
per diverse ragioni.

Innanzitutto perché contiene la bellezza di quasi 2000 album (e continuano ad aggiungerne altri), poi perché al suo interno troverete moltissime cose interessanti all’interno di un’area musicale piuttosto ampia (un fritto misto di avanguardie non ortodosse e sperimentalismo non colto post-wave) che va da figure (relativamente) celebrate come La Monte Young, Fred Frith, Prima Materia, AMM, Musica Elettronica Viva, Francesco Messina, Pascal Comelade o Christina Kubisch, ai dischi della collana DIVerso della storica Cramps, prosegue con alcuni lavori difficilmente reperibili dei Throbbling gristle ed altri temibili noisers dell’epoca, fino a lavori di gruppi oscuri ma comunque con un certo seguito (come i miei amati F:A.R. o Roberto Donnini) o a dischi che hanno avuto una ultra-limitatissima diffusione come l’LP del romano Collettivo Haim (stampato in meno di 100 copie e ora inopinatamente sorto a nuova gloria nei meandri della rete a 20 anni dall’incisione, quando lo pensavamo ormai condannato all’oblio).

Non mancano poi chicche di progressive italico (dagli Jacula al Duello madre), qualcosa di krautrock e altri sottogeneri apprezzati dagli autori del blog (che credo siano dei ragazzi greci).
Insomma un mare di musica curiosa e orgogliosamente minore (sia chiaro, della maggioranza di questi dischi non so praticamente nulla) dove non è difficile trovare anche composizioni di ottima qualità. A voi il piacere della scoperta.

Mi fa piacere sottolineare lo spirito profondamente no-profit dell’iniziativa e la immediata disponibilità dei gestori del sito a togliere i link a dischi che dovessero tornare in catalogo (e in questo modo il blog diventa anche una sorta di stimolo alla ristampa di materiali che dimostrano di avere un manipolo di agguerriti cultori)

E il diritto d’autore resta (fortunatamente) a guardare.

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One thought on “MUTANT SOUNDS

  1. […] tanti blog dai quali si possono scaricare musiche di nicchia o iper-nicchia pressochè introvabili (vi ricordate ? ne parlammo qui) oppure divertitevi ad esplorare il loro bel sito (anche se fermo a parecchi mesi fa…) […]

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