DELUXE EDITION

Sono uno di quei vecchietti che compra cd dalla metà degli anni ’80 e che in questi ultimi 20 anni ha progressivamente sostituito gran parte della sua collezione di vinili con questi simpatici dischetti di plastica. Per la storia che vi voglio raccontare potrei citare decine, forse centinaia, di esempi, ma, per semplicità e a titolo esemplificativo, ne utilizzerò uno tra i tanti: “Storia di un impiegato” di Fabrizio De Andrè.

Questo disco, che tantissimo amai da liceale e che a tutt’oggi non mi dispiace riascoltare, fu tra i primi che convertii al digitale e, come capitava spesso all’epoca, rimasi abbastanza deluso dalla nuova versione che non suonava meglio del vinile (anzi…) ed aveva una confezione ed un apparato iconografico molto più povero di quello dell’LP originale.
Lungi da me mettermi a discutere su cosa sia meglio tra LP e CD (io sono convintissimo della oggettiva e pragmatica superiorità del digitale, ma non voglio convincere nessuno), quello di cui voglio parlarvi è altro.

Già a partire da una decina di anni dopo le prime pubblicazioni le case discografiche hanno iniziato a ri-editare molti dei loro dischi in edizione rinnovate:

  • a volte semplicemente rimasterizzando i vecchi nastri
  • altre volte restaurando l’apparato iconografico originale
  • spesso aggiungendo alcune bonus tracks o integrando la confezione con libretti e/o materiali vari
  • altre volte ancora aggiungendo degli interi bonus disc con dentro video, brani dal vivo, alternative takes ecc.

Tutto legittimo.

Però, provate a mettervi nei miei panni: un povero Cristo compra, magari a prezzo pieno, un disco che ama molto. Dopo qualche anno lo vede negli scaffali con la scritta “Nuova edizione rimasterizzata” e lui non può non pensare tra se e se:
Ma allora l’edizione che mi hanno venduto è fatta male, mi hanno rifilato ‘na ciofeca di disco e SOLO ora mettono in vendita un’edizione degna“.

In altri ambiti economici le aziende che ci tengono al cliente nel momento in cui è possibile (scusatemi l’orrendo neologismo anglofono) upgradare un prodotto già venduto (pensate alle automobili) offrono degli sconti più o meno ampi a chi, avendo già comprato qualcosa, lo vuole rendere avendo in cambio il nuovo prodotto. Ora, provate a fare mente locale: avete mai sentito di una casa discografica che facendo uscire la nuova edizione mega-deluxe-remastered-platinum di un disco X abbia invitato chi GIA’ possedeva QUEL disco a ridarlo indietro avendo così un sconto, fosse pure piccolo, sul nuovo acquisto ?

Io, in tutta sincerità, non ho mai assistito ad un simile evento. Evidentemente lor signori pensano che sia loro diritto venderci e rivenderci LA STESSA MEDESIMA opera decine di volte nell’arco di una stessa vita.

Io ora mi trovo perciò costretto tra le seguenti possibilità:
1) mi ascolto il mio cd di De Andrè digitalizzato in maniera approssimativa e poco professionale (ascoltare per credere) e dal libretto monco (e forse val la pena sottolineare che il cd fu regolarmente acquistato dopo aver comprato a suo tempo anche il 33 giri…)
2) mi ricompro il disco (per la terza volta !) e mi godo nuovi ascolti presumibilmente più decenti (e incrocio le dita che tra qualche anno non facciano una edizione ancora più curata)
3) se ci riesco mi scarico la nuova edizione o me la faccio prestare da qualche conoscente che l’ha acquistata e me la masterizzo/scansiono privatamente (e mi piacerebbe sapere se, in questo caso, si viola la legge a scaricare/masterizzare un opera che GIA’ si possiede)

Come si nota la prima soluzione è quella che penalizza l’arte di De Andrè (disco che si sente male e confezione approssimativa), la seconda penalizza le mie tasche, la terza è ai limiti dell’illegale.

Possibile che le case discografiche non abbiano mai alcuna intenzione di venire incontro ai loro (vecchi) clienti e non cerchino mai di trovare un punto di equilibrio che non sia l’attuale e discutibile “pagherete caro, pagherete sempre , pagherete tutto” ?

Dubito che qualcuno coglierà il mio suggerimento di rottamare le vecchie edizioni nell’acquistare le nuove, ma garantisco le case discografiche che è assolutamente gratuito (crepi l’avarizia) e non chiederò mai nessuna royalties.

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3 thoughts on “DELUXE EDITION

  1. anonimo ha detto:

    Mi piace molto il tuo blog, tant’è vero che l’ho inserito tra i link del mio.
    Concordo pienamente con quanto scrivi e arrivo a giustificare chi scarica i brani nelle “nuove” versioni senza acquistare. Io poi sono un po’ malato di collezionismo e in quarant’anni credo di aver speso una bella cifra in dischi… Faccio mia la bella idea della rottamazione! Anzi rilancio con “sgravi fiscali” per chi rottama almeno 10 cd all’anno!
    Ciao
    Francesco

  2. abulqasim ha detto:

    grazie per gli apprezzamenti 🙂

  3. […] spesso le case discografiche hanno fatto delle digitalizzazioni indecenti (ne accennai tempo fa in questo post). Sempre in quegli anni hanno spesso sbagliato la fabbricazione e tanti CD si sono abbronzati (ne […]

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