SOUNDSCAPES vol.8

E siamo già arrivati all’ottavo volume di questa compilation/diario/minestrone relativa ai miei ascolti più recenti e compendio alle cose che scrivo su questo blog.

Il sottotitolo “Nostalgia” si spiega attraverso alcune semplici statistiche: la raccolta contiene 20 brani dei quali 11 hanno (anche molto) più di 20 anni, 6 sono versioni recenti di brani che hanno (anche molto) più di 20 anni e solo 3 canzoni si possono veramente definire come recenti.

Pare evidente che la mia attenzione sia soprattutto per composizioni lontane nel tempo. Non so se questa cosa si possa sintetizzare con la parola nostalgia ma mi è sembrata l’espressione, pur nella sua sintesi, più adatta. Uno degli effetti collaterali del mio guardare indietro è che diversi brani sono digitalizzati da vecchi vinili o, addirittura, recuperati da vecchissimi 78 giri, con relativa perdita di qualità audio non sempre degna del vostro stellare HI-FI 😉    Poiché ultimamente sono aumentati i miei “ascoltatori” ci tengo a puntualizzare che i brani contenuti in questa selezione sono, normalmente, brani che mi hanno colpito per la loro bellezza, ma va specificato che per entrare in queste raccolte spesso basta anche una sola nota o un singolo momento all’interno di un brano. L’importante è che, come ricordava Branduardi tanti anni fa, questa singola nota mi faccia accapponare la pelle.

Al solito chi vuole scaricarla da Emule (utilizzando necessariamente la rete Kad) non deve fare altro che chiedermelo (per i più affezionati anticipo che basta sostituire nel vecchio nome il 7 con l’8).

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2 thoughts on “SOUNDSCAPES vol.8

  1. anonimo ha detto:

    Nostalgia

    Tra le nubi ecco il turchino
    Cupo ed umido prevale:
    Sale verso l’Apennino
    Brontolando il temporale.
    Oh se il turbine cortese
    Sovra l’ala aquilonar
    Mi volesse al bel paese
    Di Toscana trasportar!

    Non d’amici o di parenti
    Là m’invita il cuore e il volto:
    Chi m’arrise a i dí ridenti
    Ora è savio od è sepolto.
    Né di viti né d’ulivi
    Bel desio mi chiama là:
    Fuggirei da’ lieti clivi
    Benedetti d’ubertà.

    De le mie cittadi i vanti
    E le solite canzoni

    Fuggirei: vecchie ciancianti
    A marmorei balconi!
    Dove raro ombreggia il bosco
    Le maligne crete, e al pian
    Di rei sugheri irto e fosco
    I cavalli errando van.

    Là in maremma ove fiorío
    La mia triste primavera,
    Là rivola il pensier mio
    Con i tuoni e la bufera:
    Là nel ciel nero librarmi
    La mia patria a riguardar,
    Poi co ‘l tuon vo’ sprofondarmi
    Tra quei colli ed in quel mar.

  2. abulqasim ha detto:

    minchia !

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