GENESIS “Trespass”, 1970, Charisma

Fondamentalmente sono un imbecille. Un ostinato imbecille.

Sappiate che seguo e apprezzo i Genesis dalla seconda metà degli anni ’70, prima con ascolti rubati a casa di amici o su cassette registrate ad hoc, poi con l’acquisto dei dischi veri e propri. Probabilmente il primo vinile che comprai fu “Seconds out“, un doppio LP dal vivo che mi permetteva, con poca spesa, di poter ascoltare molti dei capolavori scritti dalla band albionica. In seguito, pian piano, acquistai “Selling England by the pound“, “Nursery crime“, “The lamb lies down on Broadway“, “Foxtrot“, “A trick of the tail“.
E li mi fermai.
Per anni ho ignorato sia i dischi post 1975 sia quelli pre-Nursery crime. Mi capitò però di ascoltare sia “Wind and wuthering” che “And then there three” (che trovai altalenanti), frammenti dei Genesis più recenti, da “Duke” in poi (che trovai di nessun interesse), e pure qualcosina relativa al primissimo album dei nostri (che pure mi lasciò assai freddo).
Ma di “Trespass” non ho mai voluto ascoltare nulla. Forse istintivamente (vista la formazione senza Collins e Hackett) lo pensavo molto simile al disco di esordio, o forse avevo un presentimento… non lo so, fatto sta che, non solo non ho mai comprato questo disco, ma non ho mai fatto nulla per ascoltarlo: non me lo feci registrare su cassetta (quando esistevano le audiocassette) nonostante mio fratello avesse il vinile, non me lo feci masterizzare (quando comparvero i masterizzatori), non me lo sono neanche mai scaricato dalla rete. Niente. Assoluto disinteresse.
Per sottolineare la mia imbecillità va anche detto che secoli fa mi comprai il vinile di “Genesis live” (ne ho parlato anche qualche mese fa) nel quale eseguono un solo brano da “Trespass“, intitolato “The knife“, che mi è sempre sembrato un brano riuscito e ben fatto. Ma nella mia testa arrugginita questo brano doveva essere l’eccezione in un disco che, per il resto, non doveva contenere granchè.

Poi, e arriviamo al 2009, mi vado a comprare questa interessante cofana pubblicata dalla Virgin che ripercorre il catalogo dei Genesis a partire proprio da “Trespass” fino all’ultimo disco con Peter Gabriel, attirato dalla rimasterizzazione dei brani, dalla presenza degli stessi anche in formato SACD, da svariati dvd abbinati ad ognuno dei dischi contenenti l’audio in 5+1 e video d’epoca recuperati dalle televisioni di tutta Europa, dalla curatissima edizione dei libretti che recuperano tutta l’iconografia originale, da un cd+dvd contenente anche singoli, demo e rarità varie di quegli anni, e dal prezzo accettabilissimo che ho spuntato cogliendo una promozione in uno dei più grandi store italiani (sotto i 100 euro, tutto compreso).

Mi sono ritrovato così, quasi contro la mia volontà, a sentire per la prima volta “Trespass” a 30 anni (!!!) abbondanti dai miei primi ascolti genesisiani e cosa succede ? Succede che mi innamoro violentemente di questo disco.

6 canzoni di media lunghezza molto compatte, forse singolarmente non all’altezza dei loro brani più riusciti ma tutte ampiamente sopra la sufficienza e capaci di soddisfare palati raffinati. Ascolto e riascolto questo lavoro (ottimamente rimasterizzato, va detto, nonostante l’incisione originale non fosse nulla di speciale) e mi chiedo, senza darmi risposta, come sia potuto succedere che per tutti questi anni lo abbia evitato scientificamente.
Apre l’ambiziosa “Looking for someone” dalla struttura complessa e con la voce di Gabriel già ad ottimi livelli inseguita e contrappuntata dalla chitarra elettrica di Anthony Phillips e soprattutto dalle tastiere di Tony Banks sempre più protagoniste, segue “White mountain” con in apertura, e in chiusura, un dialogo chitarra acustica/mellotron da brividi che presto si trasforma in una ballata mid-tempo tipicamente genesisiana con quell’andamento a crescere e le aperture di tastiera a regalarci attimi di puro godimento prog. Il disco procede poi con “Visions of angels“, “Stagnation” e “Dusk” (tutti brani ancora legati alle atmosfere del loro disco precedente, tendenzialmente acustici e morbidi, ma con la parte centrale di “Stagnation” che già anticipa i classici inserti strumentali keyboard-centered che diverranno molto più frequenti nei loro lavori seguenti), per poi chiudersi con l’impetuosa “The knife” vero e proprio manifesto del prog-sinfonico con l’aggressiva introduzione affidata all’organo e alla chitarra elettrica e i repentini cambi di atmosfera, ritmo e melodia ben sviluppati all’interno dei nove minuti nei quali la voce di Gabriel inizia a gigioneggiare e a sviluppare una espressività che lo porterà molto lontano. L’epico finale da solo vale il disco e sarà di esempio a innumerevoli produzioni sia di gruppi di quell’epoca sia di gruppi appartenenti al cosiddetto neo-progressive.
Si avverte la mancanza del drumming incisivo di Phil Collins ma ciò nonostante questo resta un disco riuscito e piacevolissimo.

Di positivo in questa storia c’è che non so a quanti over-40 possa capitare di scoprire, in così tarda età, tanti brani (per loro) inediti di uno dei gruppi rock più famosi e celebrati
E’ un po’ come se avessi nascosto un tesoro tanti anni fa e solo oggi, finalmente, me lo stia assaporando. E, forse, anche solo per aver ancora potuto provare l’esperienza della scoperta (così maledettamente legata e vincolata agli anni della formazione) è valsa la pena di aspettare tutto questo tempo.

Fondamentalmente però resto un imbecille.

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One thought on “GENESIS “Trespass”, 1970, Charisma

  1. paveloescobar ha detto:

    Anchi'io l'ho ascoltato per ultimo rispetto a tutti i vari album progressive. cioè che quelli che vanno da Trespass a Wind and Wuthering……..
    tutti album che raggiungono tranquillamente la sufficienza…..
    quello che so è che Anthony Philipps dopo quest'album ebbe la paura del palcoscenico e rimase fermo per 7 anni; ho ascoltato qualcosina dei suoi album solista ma della chitarra elettrica non c'è molto, si basano soprattutto sulle tastiere e chitarre acustiche i suoi album……
    dei Genesis del periodo prog gli album che mi piacciono di più sono "Nursery crime", "Selling England by the pound" e magari un pò a sorpresa "A trick of the tail".
    Trespass è un buon album d'esordio ma il meglio doveva ancora venire…….
    Buon weekend!

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