ARTURO STALTERI “Half angels”, 2009, Felmay

Il destino di certi artisti è abbastanza misterioso. Pur facendo musica di ottimo livello e pur muovendosi in ambiti nei quali altri artisti riescono a diventare noti anche al grande pubblico (e a vendere discrete quantità di dischi) e nonostante una accettabile promozione rimangono regolarmente lontani dalle classifiche e dalla notorietà. Senza un vero perché.

E’ il caso di Arturo Stalteri che, partito dagli esordi progressive con i Pierrot Lunaire è poi arrivato a sviluppare un suo stile musicale che risente, ma in modo del tutto personale, di due dei suoi grandi amori musicali: il minimalismo e Chopin (l’altro grande amore, i Rolling Stones, sembrano invece non averlo influenzato più di tanto dal punto di vista della composizione).

Il suo lavoro più recente, “Half angels“, in cui ogni brano è dedicato ad alcune eroine femminili della letteratura o del cinema, è un ottimo disco che non solo non ha nulla da invidiare ai vari Allevi o Einaudi, ma, rispetto a questi, mi sembra essere molto più intrigante e piacevole (a mio parere è anche uno dei suoi dischi più riusciti in assoluto).

Al centro del disco vi è il pianoforte, suonato dallo stesso Stalteri, con intorno, ma non sempre, pochissimi altri strumenti (le percussioni di Pino Zingarelli, l’ottimo violino di Yasue Ito, il violoncello di Laura Pierazzuoli).
Sono diversi i brani che all’ascolto mi colpiscono positivamente (in una track-list tutta di ottimo livello senza passaggi a vuoto): l’iniziale “Damatria” (dalla felicissima melodia), la lunga “Selika suite” in cui spiccano il primo movimento (harpsichord, piano e archi in odore di un Mertens più solare del solito), il terzo movimento (che ci ricorda il Tito Rinesi capace di evocare mondi lontani eppure vicini) e lo splendido quinto movimento (pianoforte e archi, ancora sulle tracce del Mertens più ispirato), “Trinity” (piano,archi ed elettronica non distante dal Cacciapaglia di questi ultimi anni), “Angélique” (per l’indimenticata marchesa di Plessis-Bellière un brano che prende il Glass pianistico e lo romanticizza con dolcezza), “Galadriel” (l’unico brano con echi vagamente rock, una lenta ossessiva battuta ravvivata dal violino, prima, e dal pianoforte, poi, a concludere il disco con una strana forma di serena rassegnazione).

Un lavoro che esprime un post-minimalismo di qualità, lontano dai barocchismi di un Nyman (che molti, chissà perché, avvicinano spesso a Stalteri…) e innervato dall’amore per la melodia, inevitabile in noi italiani, e da quello per il pianoforte romantico tipico dell’autore, ma il tutto reso con felice vena compositiva e discreta originalità. Un lavoro che ben si inserisce nella non esagerata discografia di Stalteri (una decina scarsa di dischi, compresi alcuni in cui indossa il ruolo di semplice interprete/arrangiatore per nomi da lui venerati quali Philip Glass, Brian Eno ed altri).

Eppure un signor lavoro come questo neanche si sogna di raggiungere la metà delle vendite ottenute dai colleghi sopracitati (e tantomeno Stalteri, come peraltro l’ottimo Roberto Cacciapaglia, riesce a raccogliere ai suoi concerti le folle adoranti che seguono i 2 fortunati di cui sopra).
Misteri del mercato musicale e delle sue logiche che, viene da pensare, spesso sono, in realtà, tutt’altro che logiche.

p.s. Oltre alla sua attività come musicista da molti anni Stalteri ha un suo spazio all’interno della programmazione pomeridiana di RAI Radio 3 nel quale potrete ascoltare ottima musica (di quella che raramente capita di poter sentire in RAI…).

il suo sito ufficiale 
il suo myspace

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5 thoughts on “ARTURO STALTERI “Half angels”, 2009, Felmay

  1. anonimo ha detto:

    grazie! … e finalmente qualcuno che non mi paragona a nyman, ma che si accorge del mio amore per wim mertens…

  2. abulqasim ha detto:

    WOW! un altro degli artisti di cui parlo che passa a trovarmi…va a finire che mi monto la testa Mertens è secondo me esageratamente sottovalutato dalla critica, e particolarmente sottovalutati sono i suoi lavori degli ultimi 15 tra i quali si trovano dei gioielli di altissimo livello,grazie di avere scrittoS. 

  3. anonimo ha detto:

    sono d'accordissimo!

  4. anonimo ha detto:

    sono d'accordissimo…

  5. […] Arturo Stalteri (anche di lui vi parlai in questo post) che torna con un disco di suoi lavori, intitolato “Préludes“, che si posiziona tra le […]

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