MAT64 “Allegrotto con moto ma rubato”, 2008, Cervello Meccanico records

Non sono un esperto di net-label, le etichette che diffondono le loro produzioni esclusivamente via web, generalmente tramite download gratuito, e non ho idea di quanto di buono ci sia disperso nella rete nei siti di queste realtà musicali a metà strada tra dilettantismo e professionismo emerse negli ultimi lustri.

Ciò nonostante mi è capitato tra le mani (o forse, meglio, tra le orecchie) questo lavoro di Mat64, un autore che, normalmente, si muove all’interno di una micro-cultura underground dedita alla realizzazione di musiche utilizzando le sonorità tipiche dei videogiochi (soprattutto) degli anni ’80 (si, lo so, c’è proprio di tutto nelle ultranicchie musicali…).

L’idea fondante di questo progetto (sottotitolato “sonata in otto movimenti“) è quella di realizzare (per uno pseudo-ensemble acustico, in realtà, credo, imitazioni midi dei suoni di strumenti acustici) delle geniali versioni classiche di alcune sue tracce pubblicate in precedenza.

Il risultato è un disco stranissimo ma molto fresco e frizzante, con queste musiche che mantengono la velocità e il brio di certa elettronica da videogame unendosi però ai toni classicheggianti dei midi-strumenti.

Briciole di post-minimalismo (il piano ossessivo di “Saltarello andantino” sul quale si aggiungono pseudo-archi che mi ricordano certe ottime cose di Piero Milesi),
ritmi vertiginosi (“Organetto diminuito“),
violini sorprendentemente appassionati ed espressivi (“Vivace cantabvile meno mosso“, vagamente mertensiano),
potenziali hit (l’arpa di “Più larghetto molto grave“, il pianoforte ultra-vorticoso di “Pesante ma largamente sostenuto” ),
Jean-Michel Jarre in acido, ma di quello buono, (“Allegrotto con moto ma rubato“),
un certo modo iper-sincopato di utilizzare il pianoforte che tanto mi ricorda alcune tecniche tipiche di Battiato (“Moderatino maestoso“),
per un lavoro (otto brevi brani per un quarto d’ora di musica) che suona molto più divertente e interessante, e molto più indefinibile, dei soliti Allevi o Einaudi sul successo dei quali continuo a lambiccarmi i neuroni pur di capire da dove derivi tanta fama e ammirazione.

Lasciatevi andare e dategli una chance.

www.cervellomeccanico.com

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