L’EGITTO PRIMA DELLA BRONCOPOLMONITE, dal vivo a Roma, 14/11/2010

[questo testo è tratto dalle note di sala distribuite al pubblico dopo l’esecuzione, in prima mondiale, di “The Egypt before bronchopneumonia]


Negli anni ’70 John Cage ebbe intense frequentazioni con l’Italia grazie, soprattutto, all’interessamente della Cramps, etichetta che gli dedicò diversi LP, e alla feconda relazione con Demetrio Stratos, tra l’altro interprete dei suoi “Sixty-two mesostics Re Merce Cunningham“.
E’ in quegli anni che egli ebbe modo di ascoltare il brano di Franco BattiatoL’Egitto prima delle sabbie” (contenuto nell’LP omonimo) e ne rimase fortemente colpito, così colpito che, analogamente a quanto fatto nel suo “Cheap imitation” (dedicato, ispirato, ma soprattutto basato sull’opera “Socrate” di Erik Satie) decise di utilizzare questo lavoro come materiale di base per una sua nuova composizione.

The Egypt before bronchopneumonia (for piano and unaware audience)” prevede che l’esecutore suoni la composizione originale di BattiatoL’Egitto prima delle sabbie” esattamente come prevista dal suo compositore con alcune piccole, ma fondamentali differenze.
La minore è che l’esecutore può decidere in qualunque momento di terminare l’esecuzione (Cage suggerisce di interromperla non appena il pianista comprende di essere troppo stanco per continuarla),
la più importante è l’indicazione di una serie di movimenti/atteggiamenti che il pianista deve compiere (scegliendoli a suo piacere all’interno di una serie ben specificata da Cage in una apposita sezione dello spartito).
Obiettivo di queste posture è quello di spingere gli spettatori a tossire, sospirare e, più in generale, emettere suoni che si vadano a sommare a quelli prodotti tramite il pianoforte. In questo modo il brano di Battiato si arricchisce, in maniera imprevedibile e cageanamente aleatoria, di tutta una nuova dimensione sonora che integra, libera e rafforza, sempre secondo Cage, quella originale.

Il pezzo è di difficilissima esecuzione poiché il pianista deve prestare attenzione allo spartito originale (le cui indicazioni per il rilascio dell’accordo base prevedono una assoluta concentrazione dell’esecutore) e contemporaneamente mettere in opera le posture previste da Cage. Lo sforzo e l’attenzione sono tali per cui dopo pochi minuti, solitamente, il pianista preferisce interrompere l’esecuzione piuttosto che correre il rischio di rovinarla.

Altra condizione essenziale per la corretta esecuzione del brano è che il pubblico sia all’oscuro del suo ruolo per cui, in occasione di questa prima esecuzione mondiale, si è lasciato credere ai presenti di star assistendo ad una conferenza di Franco Battiato all’interno della quale è stata casualmente inserita l’esecuzione del brano in questione.

Prima esecuzione mondiale: Roma, Auditorium Parco della Musica, 14 novembre 2010
Carlo Guaitoli: pianoforte
Pubblico della Sala Sinopoli: interventi aleatori

p.s. consiglio l’ascolto al più alto volume possibile, meglio se con delle cuffie che isolino dal mondo esterno

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2 thoughts on “L’EGITTO PRIMA DELLA BRONCOPOLMONITE, dal vivo a Roma, 14/11/2010

  1. anonimo ha detto:

    E perchè dovrei isolarmi in cuffia per ascoltare il pezzo? Mentre andava ti assicuro che i rumori aleatori provenienti dal vicino di casa che spostava i mobili erano un perfetto completamento del lavoro di Francuzzo e John!
    Saluti affrancati!
    Senzapatria

  2. abulqasim ha detto:

    ma che ci fa lei da queste parti ?
    mi sembra passato un secolo dall'ultima volta che ci siamo incontrati (sul NG ? nella chat Battiato ?)

    felice di ritrovarla e mi raccomando,
    solo con le cuffie può cogliere al meglio i tanti interventi del pubblico presente, non vorrà mica perdersene qualcuno ?

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