PORTISHEAD “Roseland NYC live”, 1998, Go beat

Come spesso capita ai dischi dal vivo anche questo live dei Portishead è un disco che è passato abbastanza inosservato. E non senza ragione.
Anche qui si segue la regola secondo la quale, in buona sostanza, i dischi dal vivo aggiungono poco o nulla a quanto già detto dagli artisti attraverso i loro dischi in studio.
Certo qui abbiamo un’orchestra vera che li accompagna arricchendo le loro sonorità (ma già nei brani originali potevamo trovarne il simulacro attraverso campionamenti che ne portavano la presenza fantasmatica all’interno delle canzoni) e abbiamo pure alcuni brani che, pur muovendosi sui binari già noti, aprono alcune prospettive nuove e vertiginose (le code con ricchi effetti speciali di “Mysterons” e “Strangers“, “Sour times” che nel finale diventa un urlo di libertà di inaudita potenza, l’inaspettata romantica malinconia di “Roads“). Ma è sicuro che chi conosce e ama questo gruppo inglese non è qui che troverà le principali ragioni per la sua passione.
E’ però altrettanto sicuro che chi dovesse ascoltare questo disco senza pensare troppo ai 2 dischi precedenti (questo CD, che per ora resta l’unica testimonianza live ufficiale del gruppo, segue di poco il loro secondo disco) troverà una impressionante serie di splendide canzoni intensamente interpretate.

 

Perché i Portishead sono bravissimi negli arrangiamenti, nel creare le loro atmosfere notturne, polverose e ricche di pathos, tecnicamente sono tutti all’altezza delle aspettative e suonano ottimamente (e Beth Gibbons interpreta tutti i brani con la sua incredibile voce piena di dolore e sofferenza, capace come nessun’altra di comunicarci il disagio e le difficoltà della vita e delle relazioni umane con una intensità e una profondità rarissima ad ascoltarsi), ma il nodo centrale resta quello di saper scrivere canzoni epocali di una bellezza abbagliante e capaci di colpirci dritti al centro delle emozioni, lì dove dolore e piacere si sommano e confondono.

In questo disco dove si pesca si pesca bene: dall’iniziale “Humming“, dove gli archi aumentano indefinitamente l’atmosfera sospesa che la caratterizza, passando per canzoni che io amo particolarmente quali l’acida e ciondolante “Cowboys“, “Over” che passa con estrema naturalezza dalla delicatezza degli archi iniziali a ritmi decisamente più incattiviti con la voce della Gibbons splendidamente arrabbiata, la straziante”Half day closing“, incredibilmente disperata (si sarà intuito che ho un debole per il loro secondo disco).

Forse sarà un disco inutile, ma anche fosse non sarà certo questo aggettivo a renderlo meno bello e piacevole.

Dimenticavo: l’ho comprato, dopo averlo ignorato per tanti anni, poiché lo si trova nei negozi intorno ai 5 euro (sempre alla faccia di chi dice che i dischi costano troppo).

Quando l’abisso è tentazione.

3 thoughts on “PORTISHEAD “Roseland NYC live”, 1998, Go beat

  1. anonimo scrive:

    Ciao io amo i Portishead e oltre ad avere questo doppio cd ho anche il relativo dvd con le immagini del concerto che ha come extra dei filmati rari, materiale comprato all'apoca dell'uscita e pagato una cifra. Attualmente il dvd su play.com costa 14 euro spedizione compresa.

    http://www.play.com/DVD/DVD/4-/98703/Portishead-Live-At-The-Roseland-Theatre-NYC/Product.html?searchstring=portishead&searchtype=rmtitle&searchsource=0&urlrefer=search&strefer=rmtitle&searchfilters=s{portishead}%2bc{57}%2bc{25}%2b

  2. abulqasim scrive:

    doppio cd ? io conosco solo l'edizione singola…

    S.

  3. anonimo scrive:

    Hai ragione mi sono confuso non è un doppio cd ma un cd digipack che ha anche una parte "cd extra" contenuto in una confezione di cartone.

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