CATHERINE CHRISTER HENNIX “The electric harpsichord”, Die Schachtel, 2010

Può sembrare abusato parlare di musica delle sfere in relazione a composizioni come questa, ma ascoltandola mi sono sentito davvero sollevare verso l’alto in una misteriosa forma di comunione con l’universo che non capita spesso di provare ascoltando musiche di avanguardia e non. I 25 minuti di questo brano sono tra le cose più belle che mi sia capitato di ascoltare in assoluto e, in particolare, sono un esempio brillantissimo di drone-music, musica caratterizzata da un continuo bordone all’apparenza immobile, in realtà capace di produrre continue micro e macro-variazioni.

Non ho capito granchè sulla genesi di questo pezzo, nonostante gli ottimi ragazzi della Die Schachtel abbiano affiancato il cd con un corposo libretto all’interno del quale trovano posto diversi scritti (tra questi, oltre alle note dell’autrice, spiccano gli interventi di LaMonte Young e di Henry Flint). Quello che ho capito è che la Christer Hennix è stata (anche lei!) allieva del Pandit Pran Nath (personaggio sulla cui enorme influenza nell’ambito della musica d’avanguardia occidentale dal dopoguerra ad oggi non si è fatta ancora completa luce), che questo brano è stato eseguito un’unica volta nel 1976, che fortunatamente di questa esecuzione è rimasta una traccia sonora (questa di cui sto parlando è la prima pubblicazione ufficiale), che questo brano non è più eseguibile e che la stessa autrice ora si occupa più di matematica che di musica.

Purtroppo per me il libretto è in inglese e per capire le note dell’autrice credo servano delle basi musicali ma, soprattutto, matematiche che io non ho.
Ma ciò che vi deve conquistare è l’aspetto strettamente musicale, la promessa di un ascolto indimenticabile, rasserenante, pieno di good-vibrations di straordinario spessore, una lenta, colossale, ascensione verso il Paradiso.

Cosa volere di più ?

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One thought on “CATHERINE CHRISTER HENNIX “The electric harpsichord”, Die Schachtel, 2010

  1. […] Catherine Christer Hennix, compositrice di culto, ve ne parlai per questa opera spettacolare, che, con il suo progetto Born of six (insieme ad Amelia Cuni e Werner Durand), ha realizzato un […]

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