AREA C “Map of circular thought”, 2011, Preservation

Area C è lo pseudonimo che definisce un progetto musicale solista e solitario di Erik Carlson (from Ohio). Costui sembra essere innamorato da un lato della chitarra elettrica e dall’altra di tutti quei macchinari che elaborano (possibilmente in analogico) il segnale di questa chitarra manipolandolo, mettendolo in loop, aggiungendo effetti speciali e quant’altro.

In questo disco, che è l’unico suo lavoro che conosco, il risultato dei suoi sforzi è una serie di brani, interamente strumentali, le cui atmosfere rimandano direttamente a certe sperimentazioni degli anni ’70 (i lavori con il delay di Terry Riley, che lui però applicava alle tastiere e al sax, le chitarre più azzardate di Manuel Göttsching…), alle quali però si aggiunge una consapevolezza da XXI secolo che rende il tutto molto libero e difficilissimo da incasellare.

Il disco si apre con il breve brano che da il titolo all’intero lavoro e che sembra essere nient’altro che una introduzione/manifesto del disco stesso, capace di delineare la cifra sonora ed il mood che stiamo per ascoltare.
Poi parte “Felt, not seen“, il primo dei quattro brani lunghi che rappresentano l’ossatura del disco. Ruvide e secche note prodotte da alcune chitarre elettriche sovrapposte, qualcosa che sembra voler riunire in un unico pezzo il Reich più recente (vedi alla voce “Electric counterpoint“), rigoroso e pulitino, con il Reich delle origini, quello che manipolava nastri magnetici (vedi alla voce “Come out“), un po’ meno rigoroso e affascinato anche da suoni più sporchi. Fasce di semplici arpeggi che si sovrappongono e sostituiscono l’un l’altro con insistenza minimalista e gusto vagamente rock.
All’interno di quello che si ascolta compaiono spesso disturbi e rumori vari che non sembrano essere messi lì apposta quanto prodotti naturalmente dal processo esecutivo, ma senza che Area C faccia nulla per evitarli, come se li considerasse tranquillamente (e cage-anamente) benvenuti, ed in effetti rendono il tutto più caldo e intenso.

Similmente lavorano gli altri tre brani lunghi.

In towards the wires“, nei suoi 13 minuti, assembla pseudo-ritmi generati da un uso (diciamo) creativo dei rumori generati dalla chitarra sui quali si innestano i suoni della chitarra stessa in un brano che non si allontana poi molto dai classici frippertronics di Robert Fripp per quello che è il pezzo più psichedelico e (in un certo senso) ambient dell’album.
An after image” ricorda il minimalismo classico riley-ano con la differenza che a suonare non sono le tastiere. Quelli che ascoltiamo sono pattern musicali suonati da più chitarre che si sovrappongono lentamente con dolcezza e gran senso musicale. Mentre Göttsching portava certi suoni all’interno dell’orizzonte dei Corrieri Cosmici qui si preferisci virarli in una tonalità glitch-ambient di indubbio fascino.
Ebbs to a steady burn” è il monumentale (oltre 20 minuti) brano che chiude il disco. Si apre con un profondo drone (in simil-harmonium), che mi ricorda il Battiato di “M.lle le gladiator” (e a mio parere in questo pezzo c’è qualcosa di più dell’ombra del Battiato 1974-1975), sul quale lentamente si innestano frequenze e sequenze (ripetitive) di ottima qualità a costruire una meravigliosa cattedrale di suoni (in gran parte chitarristici, ma, oltre alla tastiere, sembra anche di sentire delle voci in lontananza) nei quali non sfigurano anche alcuni rumori molto ben dosati.

Qualcosa come sorvolare circolarmente il paradiso con un dirigibile (rendo l’idea ?).

Tra gli altri brani, meno ambiziosi, segnalo il bellissimo “Radio basis” che con i suoi suoni d’organo sembra davvero un breve ma sentito omaggio al Terry Riley di “Persian surgery dervishes“.

Qualche perplessità per il libretto non solo esageratamente laconico (cosa che ci può anche stare) ma anche dalla confezione mostruosamente spartana (e poco pratica).

Il fascino discreto e rumoroso della ripetizione.

www.areacmusic.com

Annunci

One thought on “AREA C “Map of circular thought”, 2011, Preservation

  1. […] e piacevole all’ascolto (non siamo lontani dalle parti di Area C, ve ne parlai poco tempo fa in questo post il cui unico difetto è la relativa brevità (meno di 40 […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...