SPOTIFY

Dall’anno scorso sono usufruibili anche in Italia alcune piattaforme che permettono una interessante modalità per l’ascolto della musica, del tutto legale e (anche) gratuita.
Tra le varie presenti sul mercato vi parlerò di Spotify, non necessariamente perché la migliore (anche se una nota rivista che si occupa di assistere i consumatori l’ha indicata come tale) quanto perché è quella che conosco meglio. Vi premetto però che mi occuperò solo dell’universo desktop e notebook e quello che vi scriverò non è necessariamente applicabile agli smartphone o ad oggetti simili (che comunque dovrebbero avere delle applicazioni che permettano di utilizzare Spotify).

spotify

Spotify è fondamentalmente un enorme archivio musicale dal quale voi potete scegliere cosa ascoltare. Per ottenere ciò dovete installarvi sul vostro computer un piccolo programmino (gratuito) e registrarvi.
Fatto questo vi si spalancheranno le porte di un universo musicale gigantesco dove certamente non troverete tutto, ma dove, vi assicuro, troverete molto: dischi oscuri e famosi, vecchi e recentissimi, italiani e stranieri, di rock e musica classica. Se, come me, decidete di usufruire del servizio gratuito non avete limiti nell’ascolto ma, unica tassa da pagare, a volte ascolterete della pubblicità tra un brano e l’altro.
Sia chiaro: Spotify non vi vende nulla, nessun brano sarà mai di vostra proprietà o scaricabile, ma potrete solo ascoltarlo in streaming quante volte vorrete (quindi per farlo dovrete essere necessariamente connessi con la rete). In pratica è come se aveste a disposizione una (web)radio della quale VOI decidete il palinsesto (e questa cosa non è affatto male).

L’altro lato positivo è che circa il 70% degli introiti vengono restituiti agli autori dei brani (in proporzione agli ascolti realizzati) con una precisione ed una puntualità che la nostra amata SIAE semplicemente si sogna.

Qualche tempo fa è nata una discussione in rete sull’entità effettiva di questi pagamenti perché, secondo alcuni, le cifre sarebbero così basse da non giustificare tutta questa generosità (?) nei confronti degli ascoltatori. Spotify stessa ha comunicato alcuni degli importi versati in relazione al suo primo periodo di funzionamento e ne voglio approfittare per fare alcune personali riflessioni intorno a questi numeri.

Partiamo con un esempio a me familiare: Franco Battiato per la sua “Voglio vederti danzare” dovrebbe avere incassato circa 2.500 euro per quasi 500.000 ascolti.
Poco ? Tanto ?
A mio parere, se fate mente locale al fatto che nessuno ha acquistato la proprietà di un disco ma ci si è limitati ad ascoltare il brano e se fate anche caso che stiamo parlando di una (UNA) sola canzone, a me onestamente pare una cifra di tutto rispetto. Non so quanto normalmente un cantante incassi per un suo brano trasmesso alla radio ed ascoltato (ad esempio) da una platea di mezzo milione di persone, ma a me viene da pensare che se fossi Battiato e mi arrivassero 2500 euro all’anno per tutte le mie canzoni più famose unitamente ad altre cifre più piccole per quelle meno amate… be’ io credo che ne sarei estremamente soddisfatto.

L’impressione è che ci sia un buon equilibrio tra servizio offerto e relativo ricavo e se è vero che i gruppi meno conosciuti incassano cifre molto più basse, spesso gravitanti intorno ai 100 euro a canzone, è probabile che queste cifre siano superiori a quelle erogate dalla SIAE notoriamente (per il modo in cui calcola le spettanze) molto avara con chi vende poco (e magari all’esterno dei circuiti più potenti) e molto generosa con le superstar.

Nonostante alcuni limiti nella gestione dell’interfaccia utente (che immagino nelle prossime release vengano superati) e una certa confusione nell’identificare artisti e gruppi, vi consiglio di cogliere questa opportunità, non tanto per sostituire questa modalità di ascolto a quella dei canonici CD o vinili, quanto per utilizzarla come un sistema efficace, semplice e legale per assaggiare tutte quelle musiche che ci incuriosiscono (comprese le nuove uscite dei nostri artisti più amati).
Per scaricare il programma ed altre informazioni potete cliccare qua.

www.spotify.com/it

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