Miserabili trucchetti

Quando ho iniziato a postare i miei periodici sfoghi su queste pagine la spinta propulsiva mi venne dal desiderio di segnalare/stigmatizzare alcuni comportamenti delle grandi multinazionali del disco mirati a rubacchiare qualche euro dalle tasche dei suoi clienti (alla faccia del tanto sbandierato customer care di cui tutti si riempiono la bocca, quasi sempre a sproposito).
Un sistema recente per estorcere denaro riguarda le bonus track presenti in alcuni dischi virtuali (nel senso di album venduti in rete tramite il download a pagamento di tutte le loro tracce).
Poche chiacchiere e passiamo subito ad un esempio (come al solito parlerò di Battiato, ma non perché lui o la Universal siano particolarmente rapaci e avidi, ma semplicemente perché la mia passione per la sua musica mi porta fatalmente ad incrociare con lui queste singolari situazioni e non, per dire, con Zucchero, Baglioni o Renato Zero).

Nel 2007 esce “Il vuoto“, un album di Franco Battiato composto da 9 (nove) tracce per un totale di 33 minuti di musica. Esce nei negozi fisici ed anche negli store dedicati alla musica liquida.

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Sorprendentemente (come potete notare nello screenshot sotto, preso da Amazon in questo autunno 2014) nella versione non-fisica il disco contiene due tracce in più: un remix de “Il vuoto” e una registrazione dal vivo di “Come away death” (non c’è scritto che è dal vivo, ma voi fidatevi).

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1) Ma perché ?

La prima domanda che viene naturale è: perché questa distinzione ?
Visto che nel cd c’era, e c’è, ampissimo spazio per aggiungere materiale, perché mai si dovrebbe decidere di discriminare gli acquirenti fisici dandogli un’opera incompleta, smozzicata, accorciata ?
Quale sarebbe la ratio che potrebbe giustificare una simile scelta ?
Forse che i soldi di chi compra supporti fisici valgono meno di quelli di chi acquista solo file compressi ? Forse che chi ancora ascolta i supporti fisici si stanca prima e dopo mezzora di musica fugge via dallo stereo in cerca di silenzio ?
Forse che qualche associazione segreta pluto-massonica ha stabilito che il supporto fisico vada degradato e sminuito più possibile ?

Non si sa, ma la cosa grave non è solo questa.

2) Che fare ?

Qualcuno potrebbe giustamente dirmi: “Ma che problema hai ? Comprati il disco fisico e poi comprati pure le due tracce bonus dell’edizione digitale“.
Giusto. Ma bisogna fare almeno due osservazioni.

La prima è che, in ogni caso, non si spiega perché mai le due edizioni debbano essere differenti. Rimane del tutto oscuro il perché di questa scelta penalizzante per una certa categoria di acquirenti.

La seconda è che (stranezza delle stranezze) mentre “Il vuoto (heavy mental mix)” è, a tutt’oggi, acquistabile singolarmente con la spesa, su Amazon, non indifferente, di 1,29 eurotti, la seconda traccia bonus, “Come away death“, NON si può comprare singolarmente ma solo acquistando l’intero album a 10,99 euri.

ilvuotoamazon_3Avete capito bene.

Ad uno come me, che ha già comprato il cd, la Universal chiede di ricomprare l’album da capo per poter ascoltare una singola traccia bonus.

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Tecnicamente credo si possa parlare di tentata rapina e quello che sembra emergere da comportamenti come questo è la tendenza delle case discografiche a ricattare i propri clienti. Tutto questo complicato meccanismo sembra studiato apposta solamente per scucire più soldi possibile agli appassionati di musica e se, ovviamente, questi comportamenti sono del tutto legali, mi sembra evidente come siano moralmente MOLTO discutibili, anche perché una azienda seria, prima di arrivare a questi mezzucci pensati da qualche pensatore dello stramaledetto strategic-marketing, dovrebbe cercare di instaurare con i suoi clienti un clima di fiducia e reciproca collaborazione.

Ma si sa, in questo XXI secolo vendere dischi non è più questione di passione e arte, ma, più banalmente, si tratta sempre e solo di estorcere più denaro possibile da uomini e donne (più o meno) amanti della musica attraverso grandi campagne pubblicitarie, controllo delle radio e tutti i trucchi e trucchetti che vengono in mente a lor signori.

Mi viene da pensare che i grandi discografici del passato (alla Nanni Ricordi) si vergognerebbero, e molto, di simili comportamenti, perché essere industriali o imprenditori non deve necessariamente significare diventare degli abili (e sfacciati) borseggiatori.

p.s. Inutile dirvi che non hanno avuto i miei soldi
p.p.s. Grazie ad Alessio per aver stimolato questo post
p.p.p.s Per vedere più dettagliatamente le immagini cliccateci sopra

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