STEPHEN MONTAGUE “Slow dance on a burial ground”, 1984, Lovely music

Altro disco dimenticato (e mai ristampato in digitale) caratterizzato da una versione molto interessante di (post ?) minimalismo.
Pubblicato dalla sempre meritoria Lovely music questo disco si caratterizza per due facciate piuttosto diversificate.

montagueIl lato A contiene il lungo brano (anche se non indicato, di fatto diviso in due sezioni, strutturalmente simili) che dà il titolo al disco: 25 minuti caratterizzati da un sottofondo di poliritmi acquatici realizzati con strumentazioni (più o meno) etniche sui quali si ascoltano lunghi toni di flauti popolari e le sonorità elettroniche generate da un computer. Un brano di grande ipnoticità, e di splendidi crescendo, particolarmente dotato nel cullare l’ascoltatore con suoni già di per sé piacevoli, che rimanda a certe cose di David Behrman, ma con un approccio gentile e delicato che rende il brano davvero speciale.

I successivi due pezzi invece si spostano su atmosfere più tradizionalmente ripetitive. “Paramell I” (trombone+piano) vede i due strumenti inseguirsi nell’esecuzione, quasi percussiva, di poche note insistentemente e rapidamente ripetute. Risalente alla metà degli anni ’70 è un brano che può apparire come una versione asciugata, disidratata, dei primi lavori minimalisti di Reich o Glass, forse un tantino troppo concettuale, ma comunque interessante.
Conclude il disco “Paramell Va“, per solo pianoforte, ancora un utilizzo percussivo del pianoforte, ma questa volta in maniera più classicamente minimalista, con sonorità che in certi tratti possono ricordare alcuni momenti dei lavori di Simeon ten Holt e in altri quelli di Charlemagne Palestine.

Non ho particolari notizie sull’autore di questo lavoro, Stephen Montague, e credo questa sia la sua unica escursione lungo questi lidi musicali, ma questo è un disco la cui scomparsa dai radar discografici mi lascia alquanto perplesso, e che sicuramente meriterebbe una curata ristampa (magari con i “Paramell” mancanti all’appello).

In ogni caso massimo sempre rispetto alla Lovely records.

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