CATERINA BARBIERI “Vertical”, 2014, Important records

E’ con piacere che dedico un post a questo esordio (su cassetta, misteri del fascino del vintage) davvero convincente frutto di sessioni tra la Svezia e l’Italia.

Caterina Barbieri è una giovanissima compositrice che pare essere particolarmente affascinata dalle vecchie macchine analogiche e da tutta una scuola di pensiero risalente agli anni ’70.
In questo lavoro (5 brani per 50 minuti di musica) il centro di gravità dei suoi lavori è il Buchla modular synthesizer, una macchina dal suono affascinante e avvolgente.

Caterina-Barbieri-Vertical
Vertical“, il brano che apre l’album, è una composizione dalle sonorità interessantissime: parte che sembra di ascoltare dei Soft Verdict immobili, poi lentamente il Buchla inizia a respirare, ritmicamente e ripetitivamente. Su questo respiro, che lentamente cresce, si innestano dei suoni come barriti di elefanti lamentosi e poi delle percussioni elettroniche vagamente alla Alva Noto. Il pezzo continua a crescere e prende intensità con l’aggiunta progressiva di altre sonorità (la ragazza ha un indiscutibile buon gusto nello scegliere i suoni che utilizza) fino ad una sorta di decollo kraftwerkiano che segna l’acme del pezzo, suggestivo e intenso, che sembra capace di unire brillantemente vecchia e nuova elettronica.

Segue “Pneuma” altro brano dove i sintetizzatori respirano, più lentamente, e ai quali si aggiunge anche la voce della stessa Barbieri in una serie di sovrapposizioni circolari a disegnare atmosfere (in un certo senso) cosmiche in un crescendo ipnotico di grandissima forza (e che un po’ ci ricorda certe ascese care a Catherine Christer Hennix).

Il terzo brano, “Limen“, il più corto del lotto con i suoi 7 minuti e mezzo, inizia anch’esso con un loop di sintetizzatore (oseremmo dire in stile Radigue) sul quale emergono via via ulteriori suoni elettronici, in una sorta di nebbia spessa e fitta nella quale sembrano muoversi oggetti dei quali non afferriamo pienamente l’origine. Quieto e inquieto.

Limen” è il giusto prologo per “Perspectiva“, brano dove il loop sviluppato nel brano precedente si contamina con ulteriori suoni, più aggressivi, e anche qualche accenno di rumore bianco e di percussioni. Un orizzonte sonoro più vario e ricco nel quale gli eventi sonori si susseguono in una sorta di soundscape ricco di meraviglie (con sul finale, anche l’arrivo di voci femminili a rendere il panorama meno alieno).

La cassetta di conclude con “Traum_abc” l’unico pezzo in cui con la Barbieri collabora qualcuno (Ellen Arkbro alla voce). Le lettere sillabate dalla Arkbro si scontrano/incontrano con suoni più ruvidi, rispetto alle tracce precedenti, in un brano che vede emergere pian piano sequenze e frequenze (più o meno disturbate) e una sorda percussione (circa a metà brano) fino a costruire uno sorta di elegante e conturbante panorama radiofonico.

Drone music, ma con molta anima e una accorta lontananza dall’ortodossia, per un’artista che siamo (molto) curiosi di seguire.

p.s. No, non crediate che abbia comprato una cassetta (se odio il vinile, figuriamoci ‘sti supporti dalla bassa dinamica, alto rumore di fondo e facile disintegrazione). Chi vuole può ascoltare questo lavoro semplicemente andando sulla sua pagina bandcamp (basta cliccare qui).

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