Odio la gente che va ai concerti

Odio voi, signore e signori dell’alta borghesia, che vi recate ai concerti di musica classica con le vostre pellicce costose, i vostri preziosi gioielli, le vostre giacche e cravatte firmate, i capelli ben curati dai vostri parrucchieri. Prima del concerto è tutto un salutarsi, sorridere, incontrarsi, mostrarsi, poi, durante il concerto, sembrate assenti, indifferenti a tutto ciò che accade sul palco. Mostrate qualche piccolo picco di interesse solo per i momenti più famosi dei brani più famosi, sbadigliate, o tossite nervosamente, di fronte ad ogni proposta appena appena coraggiosa (musica del ‘900 o, addirittura, di questo secolo).
Applaudite per inerzia.
E appena il concerto finisce scappate via dalla sala per andarvi a rifugiare altrove.
Con i soldi che pagate per il biglietto offendete i compositori che ascoltate.

Odio voi, giovani studenti universitari (peggio se fuori sede), che vi presentate nel luogo dove si suona verso le 23.30 e sbarrate gli occhi con sorpresa se vi dicono che il concerto è già iniziato. Per voi quel concerto è solo l’ennesimo posto dove portare la vostra noia dopo aver gironzolato per altri luoghi (più o meno trendy, più o meno alternativi, e perdonatemi l’utilizzo di questi orrendi aggettivi che non appartengono a me, ma esclusivamente alla vostra testa). Entrate in sala con l’immancabile birra (o altra bevanda alcolica) in mano, date uno sguardo assente verso il palco e poi ricominciate a chiacchierare con la vostra compagnia.
Vi interessa solo poter scrivere sui social network di esserci stati, magari commentando negativamente la performance musicale alla luce di un selfie sgranato e fuori fuoco. Neanche per un minuto riuscite ad ascoltare veramente ciò che viene suonato, neanche per un istante vi rendete conto di quanto il vostro modo di fare infastidisca i presenti e i musicisti.
Offendete chi avete intorno e chi sta suonando.

aiutalitu

Odio te, amico fumatore, che, quando il concerto è all’aperto, fumi una sigaretta dopo l’altra senza interruzione alcuna. Sembra che ti stia vendicando del fatto che, negli ultimi 10 anni, siano stati progressivamente ridotti gli spazi in cui puoi fumare e quindi, siccome al ristorante non puoi farlo, al cinema non puoi farlo, nei teatri non puoi farlo, ora che puoi ti sfoghi recuperando in una volta sola tutte quelle fumate che non hai potuto fare negli ultimi sei mesi.
Che la ragione di quei divieti sia garantire la tua, ma soprattutto la mia, salute non ti sfiora. Sei lì e con gran piacere ti accendi l’ennesima sigaretta indifferente ai vari livelli di fastidio che provochi nei vicini.
Offendi chi ti sta vicino e te stesso, ma non te ne curi, perché la tua dipendenza è l’unica cosa che conta e, sotto sotto, ti senti un perseguitato.
Nel frattempo io noto come il vento spinga tutti i fumi di sigaretta verso di me, la legge di Murphy non si smentisce mai, e penso che se iniziassi a urlarti nell’orecchio tu subito ti lamenteresti e mi pregheresti di smettere.
Perché per te il fastidio è a senso unico e non pensi di esserne mai la causa.

Odio te, pseudo-ultrafan del famoso cantante pop. Non conta se sia italiano o straniero, non conta se sia uomo o donna, se sia un gruppo o un solista, conta solo che quando vai ai suoi concerti tutto quello che ti interessa (tutto!) è che canti la canzone stra-famosa (o quelle 3 o 4 canzoni stra-famose del suo repertorio) per poterla cantare a squarciagola. Le canzoni che non conosci ti annoiano, se il concerto finisce senza che QUELLA canzone sia stata eseguita ti senti truffato e vieni via borbottando e chiedendoti come sia stato possibile l’abbia esclusa dalla scaletta. Quando finalmente la canzone parte eccoti lì in piedi (possibilmente sotto il palco) a saltare e cantare, e nulla altro conta, salvo trovare il modo di videoregistrare il tutto con il tuo Aifon-ultimo-modello-che-quello-prima-era-vecchio.
Confondi un concerto con il karaoke, confondi l’ascoltare con l’esaltazione del tuo ego, confondi la passione per la musica con i riflessi pavloviani e naturalmente ti sfugge che il tuo gracchiare possa non essere apprezzato da chi ti sta accanto, che non è lì per ascoltare te, ma qualcun altro.
Offendi i tuoi simili e soprattutto gli sfortunati che ti sono prossimi.

tex_brancodiidioti

Odio la gente che va ai concerti gratuiti. Convinti che gratis equivalga a scarsa qualità arrivano sul luogo del concerto e assistono distratti, chiacchierando e scherzando, andando e venendo. Che molti dei presenti siano lì proprio per seguire ciò che accade sul palco è un’idea che non li sfiora neanche vagamente. Che nessuno li abbia obbligati a presenziare all’evento è evidente, tanto quanto il fatto che loro, vista l’assenza di un costo, ritengano impossibile non sfruttare l’occasione. Il loro guadagno è realizzato sulle spalle dei poveri cristi che se li ritrovano vicini e che maledicono la decisione di non aver fissato un prezzo per lo spettacolo, fosse stato anche di un solo euro, in maniera tale da riuscire a selezionare le persone realmente interessate all’evento da quelle attirate solo dalla sua gratuità.
Perché uno degli effetti del turbo-liberismo imperante è anche il fatto che tutto ciò che è gratuito viene da molti considerato come di poco valore, dimenticandosi che non hanno pagato per avere il proprio cervello.

Odio voi, ossessionati dall’obbligo di riprendere quello che accade sul palco. Se, per disgrazia, il concerto prevede solo posti in piedi, eccovi pronti con il vostro smartphone o la vostra videocamera a registrare. Ma poiché volete belle (?) riprese, senza quelle brutte teste che si frappongono fra voi e il palco, alzate il braccio e riprendete tutto da questa posizione privilegiata. Peccato che questa cosa venga fatta da molti di voi, in maniera tale da creare davanti a me un vero e proprio muro di braccia tese al di sopra delle quali troneggiano i vostri apparecchietti. E io non vedo più nulla, salvo aver pagato un biglietto per assistere a ciò che accade solo attraverso i piccoli monitor delle vostre macchine.
Non è maleducazione, è narcisismo alla sua massima potenza (anche perché vorrei proprio sapere cosa ne farete di queste riprese, quasi sempre mosse, fuori fuoco, dall’audio improbabile… secondo me le dimenticherete assai presto).
Calpestate chi vi è accanto e mettete in imbarazzo chi vi osserva dal palcoscenico.

Odio la gente che va ai concerti.

Anzi, tutto sommato, odio la gente.

Buon Natale

One thought on “Odio la gente che va ai concerti

  1. Anonimo scrive:

    Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. Le sfumature negli sfoghi di Abul.

    mp

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