RAI Radio 5 Classica

Qualche mese fa, purtroppo, la storica radio libera romana Radio Città Aperta ha deciso di smettere di trasmettere in FM e di limitarsi allo streaming in rete.
Personalmente è stato un grosso dispiacere, è una radio che ho ascoltato da (praticamente) sempre, addirittura da quando si chiamava Radio Proletaria, e, poiché per me il momento migliore (e sostanzialmente l’unico) nel quale ascolto la radio è durante la guida della mia fiammante Agila, ecco che la sua scomparsa dall’etere di fatto mi ha privato dei suoi ascolti (solo parzialmente recuperati grazie ad alcuni podcast).

Radio Città Aperta occupava uno dei 12 canali presettati della mia autoradio e, dovendo sostituirla, da brava Vergine pignolosa, mi sono scaricato la lista di TUTTE le stazioni radio che trasmettono a Roma e, con certosina pazienza, ho cercato di scegliere la migliore radio con la quale occupare lo spazio liberato da RCA.
Non è stato difficile decidere e prontamente ho sintonizzato un canale che fino a quel momento neanche sapevo esistesse: RAI Radio 5 Classica.

Senza sottolineare più di tanto come gli anni non siano passati invano se, al posto di una radio politicamente impegnata e musicalmente alternativa, ho scelto una radio dedicata alla classica, voglio provare a spendere due parole su cosa mi piace di questa stazione e cosa no.

rairadio5

Ascoltare questa radio, a prescindere dalla musica trasmessa, significa fare un salto temporale di decine di anni nel modo di fare radiofonia:

  • niente chiacchiere,
  • niente risate dei conduttori e niente allegria obbligatoria,
  • niente pubblicità,
  • niente GR…
  • insomma, niente (o quasi) oltre la musica.

E’ un ascolto meraviglioso e purificante, privo di tutti gli orpelli che la deriva commerciale delle radio, comprese quelle statali, sembra aver reso obbligatori: vero servizio pubblico.

In sostanza: prima di ogni brano una voce inespressiva ci informa sul titolo del brano che verrà trasmesso, sull’autore dello stesso e sugli esecutori (più eventuali informazioni riguardanti la registrazione in caso di brani registrati dal vivo). Dopo il brano le informazioni vengono ripetute (in maniera tale che se quel certo brano vi ha convinto riuscite immediatamente a sapere di cosa si trattava). E a questo punto si ricomincia con l’annuncio del brano seguente.

Ascoltare questo tipo di radio è come camminare in alta montagna, nel silenzio e respirando ossigeno, paragonato al passeggiare in una metropoli piena di traffico e smog. E fa bene al cuore e allo spirito.

La selezione musicale alterna programmi dedicati ad un certo periodo musicale con monografie dedicate ad un autore o agli autori di un certo paese o a un determinato stile, ma la sostanza è un flusso ininterrotto di musica senza disturbi di alcun tipo: vero servizio pubblico (bis).
La radio è fedele al suo nome e trasmette musica antica, barocca, romantica, sinfonica. da camera, lirica, contemporanea e tutto quello che vi potreste (e dovreste) aspettare.
Un’aspetto ulteriore che ho mooooooolto gradito è che non solo la posso ascoltare in automobile, ma, quando mi capita di essere fuori casa (ma sempre rimanendo in Italia) la posso cercare anche tra i canali del televisore (trasmette anche sulle frequenze del digitale terrestre) di alberghi o case dove mi trovo a passare dei giorni ricavandone compagnia e buone vibrazioni a qualunque ora.

Se proprio vogliamo fare un appunto alla loro programmazione devo dire che manca all’appello di questa radio tutta quella genìa di compositori degli ultimi 50 anni che si è mossa al di fuori dei Conservatori e delle Accademie. I nomi li conoscete.
Pur avendo ogni tanto ascoltato musiche del ‘900, e della seconda parte del ‘900, non mi è capitato di ascoltare né i miei amati minimalisti, né quegli straordinari sperimentatori di cui spesso parlo su queste pagine (Alvin Lucier, Eliane Radigue, David Behrman, Deep listening band, Glenn Branca… l’elenco sarebbe infinito, questi nomi servono solo da esempio) che si sono mossi con grande libertà al di fuori dei circuiti sclerotizzati della solita musica contemporanea.
Se posso fare un appello al direttore artistico della radio (che mi auguro non sia Carlo Conti…) è quello di lasciarsi andare anche alle musiche più interessanti e sfuggenti del periodo che va dai primi ’60 a tutti gli anni ’80 (parliamo infatti di autori ormai pienamente storicizzati, non sto chiedendo attenzione per le nuovissime cose, non sono così pretenzioso).

Ma anche con questo difetto questa stazione è consigliatissima a chiunque abbia a cuore il proprio udito e il proprio cervello, sia per le cose che trasmette, sia per come le trasmette.

Quando la forma nobilita la sostanza.

p.s. A Roma trasmette sulle frequenze 100,30 – potete trovare informazioni e dettagli sia sulla sua pagina Facebook sia sul suo sito web.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...