Un’ora (e venti minuti) di (sottovalutate) ricerche italiane (1986-1998)

A partire dalla seconda metà degli anni ’80, fino alla fine dei ’90, vennero pubblicati diversi dischi di artisti italiani caratterizzati da importanti affinità. Non credo si possa parlare di una vera e propria scena, ma certamente ascoltando questi lavori, prodotti nell’arco di un pugno di anni, si nota come abbiano in comune i medesimi riferimenti musicali (la musica classica e contemporanea, il minimalismo e post-minimalismo, l’elettronica cosmica tedesca, la musica ambient…) e li abbiano miscelati in maniera molto efficace, partorendo lavori che risentono di tutti questi riferimenti ma che rappresentano chiaramente l’aria che si respirava in quel periodo, non disdegnando, a volte, l’utilizzo di strumenti acustici, anche se, in linea di principio, il grosso di questi lavori ha una matrice elettronica (computer, tastiere, nastri e campionatori sono gli strumenti dominanti).
Musiche deliziosamente borderline, non asservibili né all’universo delle musiche serio/contemporanee né a quello della musica pop (per quanto laterale e coraggiosa).

Gli unsung heroes di quei giorni furono musicisti quali Riccardo Sinigaglia, Piero Milesi, Pier Luigi Andreoni, Franco Nanni, Luigi Maramotti, Raffaele Serra, Francesco Paladino, Roberto Musci, Giovanni Venosta, Goffredo Haus, Paolo Modugno e altri che sicuramente dimentico, insieme ad alcune etichette illuminate quali la ADN, la Materiali Sonori, la Stile libero.

Questa playlist non solo non rappresenta il meglio di questa (non) scena, ma nemmeno riesce a mappagre le varie personalità che ne hanno fatto parte in maniera significativa. Semplicemente ci siamo arrangiati con quello che abbiamo trovato su Spotify (molto poco, ad essere onesti) nel tentativo di farvi fare comunque una vaga idea e, magari, incuriosirvi verso questi lavori, a mio parere, molto interessanti e tra le eccellenze musicali del nostro paese, qualcosa il cui valore forse è stato riconosciuto più all’estero che in Italia.

L’obiettivo a tendere è quello di portare questa playlist alle canoniche due ore, sperando che nel tempo alcuni importantissimi lavori degli autori citati compaiano su Spotify.
Per ora accontentatevi di questi, comunque ottimi, 80 minuti.

2 thoughts on “Un’ora (e venti minuti) di (sottovalutate) ricerche italiane (1986-1998)

  1. nanni2017 ha detto:

    >

  2. […] ricolleghiamo alla playlist pubblicata un paio di post fa (cliccate qua per ascoltarla) e dedichiamo questo post ad un disco di quegli anni ’80 caratterizzati […]

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