FRANCO NANNI “Elicoide”, 1987, Moon record

Ci ricolleghiamo alla playlist pubblicata un paio di post fa (cliccate qua per ascoltarla) e dedichiamo questo post ad un disco di quegli anni ’80 caratterizzati (anche) da un manipolo di sperimentatori in bilico tra mondi più popolari e mondi più aristocratici, capaci di musiche che riuscivano ad essere vicine a certe avanguardie, ma rimanendo godibili, musiche intriganti e originali, ma anche comunicative.

Franco Nanni è stato uno di questi sperimentatori, autore dalla discografia tutt’altro che sterminata, che nel 1987 esordisce, su di una piccolissima etichetta, con questo “Elicoide“.

Il progetto, del tutto strumentale, dichiaratamente legato alla genetica, è caratterizzato da 5 brani, due dei quali particolarmente lunghi che ne costituiscono il cuore.

Mitochondria“, con i suoi 16 minuti, è un brano ipnotico, per tastiere e contrabbasso, memore del Reich più percussivo, ma, rispetto a questo, molto più morbido e lirico. Ritmo rilassato, le tastiere a dettare l’architettura del pezzo e il contrabbasso a lavorarci melodicamente dentro, realizzando un brano post-minimalista di ottima fattura.
Elicoide” è l’altro brano che spicca per le dimensioni, 11 minuti di grande delicatezza. Anche qui le tastiere iterative disegnano una architettura di grande fascino, con più libertà rispetto al primo brano, temi che si susseguono, si incastrano, appaiono, scompaiono e poi ricompaiono.

Degli altri tre brani segnalazione doverosa per “Mitosi“, non lontana dalle atmosfere di “Mitochondria“, ma con un piglio più deciso.

Se c’è un difetto in questo disco, difetto tipico di molti dischi usciti nella seconda metà degli ’80, è una certa freddezza dei toni sintetizzati. L’impressione è che questi brani, suonati da una vera orchestra, avrebbero una maggior capacità attrattiva e risulterebbero ancor più piacevoli all’orecchio, ma sono ben chiare le motivazioni che spingevano i compositori di allora (e di oggi, a dirla tutta…) a preferire questo tipo di soluzioni.

Dopo questo disco, che non ebbe certo l’eco che meritava, Nanni pubblicò un interessante lavoro, “L’angelo dei numeri” per poi sostanzialmente scomparire dalla scena.
Recentemente la Affordable Inner Space ha ripubblicato “Elicoide” in una versione allargata (praticamente raddoppiata) con altre tracce dell’epoca, anch’esse di ottima qualità, per nulla inferiori a quelle pubblicate nel 1987 (in particolare la circolare “RNA“, “Meiosis” che mi ricorda il miglior Michael Galasso, la rilassata e stupefatta “DNA“), purtroppo solo in doppio vinile e in download (riparleremo di questa discutibile tendenza).

Ma, se siete interessati a questo oscuro, quanto talentuoso, musicista, il consiglio è di recuperare queste ristampe (e di corsa, prima che scompaiano).

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