SoundScapeS vol.15

Solo un annetto per arrivare a questa (lasciatemelo dire) strepitosa raccolta, come sempre indispensabile appendice del blog.

19 brani per i soliti 80 minuti (scarsi) di ottime canzoni (e non solo) raccolte sotto il titolo “Classics” da intendersi in almeno due modi.

Il primo è un modo elegante per sottolineare che, alla fine della fiera, anche questa antologia è la solita zuppa che vi propongo periodicamente, infatti dentro ci troviamo:

  • materiali della Battiato factory (in assenza del lider maximo che negli ultimi tempi è stato abbastanza latitante)
  • musiche dagli anni ’80 più oscuri (para-industrial e post-wave, in particolare)
  • uno spruzzo di Africa
  • qualcosina di molto vecchio
  • qualcosina di molto recente
  • qualcosa di sudamericano
  • qualcosina di molto romano
  • qualcosa di pop internazionale (dall’Inghilterra, dall’Islanda, dalla Germania)

Ovvero ESATTAMENTE quello che dovreste aspettarvi.

L’altro modo in cui si può intendere il titolo riguarda invece un fenomeno che lentamente ha preso piede in queste raccolte.
Negli ultimi tempi è diventato abbastanza frequente incontrare da queste parti materiale di musica classica. Non certo sinfonie o concerti, cose imponenti, ma magari piccole arie o, come in questo caso, meravigliose ninne nanne.

Questo quindicesimo volume vede addirittura due brani legati alla tradizione colta europea (entrambi mooooooolto datati) di cui mi sono innamorato, e la cosa che mi sorprende è come, inserita in questo contesto, la loro presenza suoni piuttosto naturale, come se davvero non ci sia poi una enorme distanza tra questi gioiellini classici e il meglio della musica pop-rock e dintorni degli ultimi cento anni.

A chi si chiede come mai non realizzo queste antologie utilizzando strumenti come Spotify segnalo che molti dei materiali che vi inserisco sono completamente (e colpevolmente) assenti da queste piattaforme.

Io questa raccolta ve la consiglio (tra l’altro in due brani c’è la magica voce di Tiziana Lo Conte), poi voi fate come volete 🙂


Chi fosse interessato non dovrà fare altro che contattarmi e darmi le coordinate per potergliela spedire tramite WeTransfer (per chi non lo sapesse, trattasi di una piattaforma che permette lo scambio di file fino a 2 gigabyte, è gratuita e non prevede alcuna iscrizione, in pratica io spedisco all’interessato un link, lui lo preme e tramite il suo browser, e seguendo una semplicissima ed essenziale procedura, scarica i file in poco tempo).

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SoundScapeS vol.14

Circa un anno e mezzo per arrivare a comporre questa nuova antologia,
indispensabile appendice del blog.

17 brani per i soliti 80 minuti (scarsi) di ottime canzoni spesso distantissime le une dalle altre (e con un paio di interpreti inaspettati per chi segue queste pagine).

soundscapes14ff

Stavolta direi che il mio gusto personale abbia segnato ancor più del solito la scelta dei brani.
Non a caso l’ho intitolata “Ricordi lontanissimi“, proprio perché molti dei brani (ri)emergono dalle nebbie del mio passato, riesumate da una sorta di oblìo inconsapevole al quale le avevo destinate.

Cose vecchie, ma anche recenti, una spolverata di Battiato (e dintorni), alcuni brani in spagnolo, per una raccolta che non so quanto vi potrà piacere, ma ho l’impressione dica molto di me.

A buon intenditor…


Chi fosse interessato non dovrà fare altro che contattarmi e darmi le coordinate per potergliela spedire tramite WeTransfer (per chi non lo sapesse, trattasi di una piattaforma che permette lo scambio di file fino a 2 gigabyte, è gratuita e non prevede alcuna iscrizione, in pratica io spedisco all’interessato un link, lui lo preme e tramite il suo browser, e seguendo una semplicissima ed essenziale procedura, scarica i file in poco tempo).
Volendo si possono richiedere anche le antologie precedenti.

RAI Radio 5 Classica

Qualche mese fa, purtroppo, la storica radio libera romana Radio Città Aperta ha deciso di smettere di trasmettere in FM e di limitarsi allo streaming in rete.
Personalmente è stato un grosso dispiacere, è una radio che ho ascoltato da (praticamente) sempre, addirittura da quando si chiamava Radio Proletaria, e, poiché per me il momento migliore (e sostanzialmente l’unico) nel quale ascolto la radio è durante la guida della mia fiammante Agila, ecco che la sua scomparsa dall’etere di fatto mi ha privato dei suoi ascolti (solo parzialmente recuperati grazie ad alcuni podcast).

Radio Città Aperta occupava uno dei 12 canali presettati della mia autoradio e, dovendo sostituirla, da brava Vergine pignolosa, mi sono scaricato la lista di TUTTE le stazioni radio che trasmettono a Roma e, con certosina pazienza, ho cercato di scegliere la migliore radio con la quale occupare lo spazio liberato da RCA.
Non è stato difficile decidere e prontamente ho sintonizzato un canale che fino a quel momento neanche sapevo esistesse: RAI Radio 5 Classica.

Senza sottolineare più di tanto come gli anni non siano passati invano se, al posto di una radio politicamente impegnata e musicalmente alternativa, ho scelto una radio dedicata alla classica, voglio provare a spendere due parole su cosa mi piace di questa stazione e cosa no.

rairadio5

Ascoltare questa radio, a prescindere dalla musica trasmessa, significa fare un salto temporale di decine di anni nel modo di fare radiofonia:

  • niente chiacchiere,
  • niente risate dei conduttori e niente allegria obbligatoria,
  • niente pubblicità,
  • niente GR…
  • insomma, niente (o quasi) oltre la musica.

E’ un ascolto meraviglioso e purificante, privo di tutti gli orpelli che la deriva commerciale delle radio, comprese quelle statali, sembra aver reso obbligatori: vero servizio pubblico.

In sostanza: prima di ogni brano una voce inespressiva ci informa sul titolo del brano che verrà trasmesso, sull’autore dello stesso e sugli esecutori (più eventuali informazioni riguardanti la registrazione in caso di brani registrati dal vivo). Dopo il brano le informazioni vengono ripetute (in maniera tale che se quel certo brano vi ha convinto riuscite immediatamente a sapere di cosa si trattava). E a questo punto si ricomincia con l’annuncio del brano seguente.

Ascoltare questo tipo di radio è come camminare in alta montagna, nel silenzio e respirando ossigeno, paragonato al passeggiare in una metropoli piena di traffico e smog. E fa bene al cuore e allo spirito.

La selezione musicale alterna programmi dedicati ad un certo periodo musicale con monografie dedicate ad un autore o agli autori di un certo paese o a un determinato stile, ma la sostanza è un flusso ininterrotto di musica senza disturbi di alcun tipo: vero servizio pubblico (bis).
La radio è fedele al suo nome e trasmette musica antica, barocca, romantica, sinfonica. da camera, lirica, contemporanea e tutto quello che vi potreste (e dovreste) aspettare.
Un’aspetto ulteriore che ho mooooooolto gradito è che non solo la posso ascoltare in automobile, ma, quando mi capita di essere fuori casa (ma sempre rimanendo in Italia) la posso cercare anche tra i canali del televisore (trasmette anche sulle frequenze del digitale terrestre) di alberghi o case dove mi trovo a passare dei giorni ricavandone compagnia e buone vibrazioni a qualunque ora.

Se proprio vogliamo fare un appunto alla loro programmazione devo dire che manca all’appello di questa radio tutta quella genìa di compositori degli ultimi 50 anni che si è mossa al di fuori dei Conservatori e delle Accademie. I nomi li conoscete.
Pur avendo ogni tanto ascoltato musiche del ‘900, e della seconda parte del ‘900, non mi è capitato di ascoltare né i miei amati minimalisti, né quegli straordinari sperimentatori di cui spesso parlo su queste pagine (Alvin Lucier, Eliane Radigue, David Behrman, Deep listening band, Glenn Branca… l’elenco sarebbe infinito, questi nomi servono solo da esempio) che si sono mossi con grande libertà al di fuori dei circuiti sclerotizzati della solita musica contemporanea.
Se posso fare un appello al direttore artistico della radio (che mi auguro non sia Carlo Conti…) è quello di lasciarsi andare anche alle musiche più interessanti e sfuggenti del periodo che va dai primi ’60 a tutti gli anni ’80 (parliamo infatti di autori ormai pienamente storicizzati, non sto chiedendo attenzione per le nuovissime cose, non sono così pretenzioso).

Ma anche con questo difetto questa stazione è consigliatissima a chiunque abbia a cuore il proprio udito e il proprio cervello, sia per le cose che trasmette, sia per come le trasmette.

Quando la forma nobilita la sostanza.

p.s. A Roma trasmette sulle frequenze 100,30 – potete trovare informazioni e dettagli sia sulla sua pagina Facebook sia sul suo sito web.

SoundScapeS vol.13

Poco più di un anno ed è già ora di una nuova antologia.
Evidentemente sto tornando ad essere di bocca buona.

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20 canzoni (scelte con gran gusto dal sottoscritto) per i soliti 80 minuti di eccellente musica, raccolte sotto il titolo pretestuoso “Incontri“, scelto in quanto molte delle canzoni presenti nascono dalla collaborazione, più o meno inattesa, di diversi artisti.

All’interno qualche recente prodotto della scena romana, qualche dinosauro proveniente dagli anni ’70, qualcosina dagli ’80, ma la ragione principale per avere questa raccolta (che è indispensabile compendio al blog) è ascoltare un arietta d’opera (meno di 3 minuti) per la quale ho letteralmente perso la testa.

Tu guarda gli effetti della vecchiaia.

Chi fosse interessato non dovrà fare altro che contattarmi e darmi le coordinate per potergliela spedire tramite WeTransfer (per chi non lo sapesse, trattasi di una piattaforma che permette lo scambio di file fino a 2 gigabyte, è gratuita e non prevede alcuna iscrizione, in pratica io spedisco all’interessato un link, lui lo preme e tramite il suo browser, e seguendo una semplicissima ed essenziale procedura, scarica i file in poco tempo).
Volendo si possono richiedere anche le antologie precedenti.

SPOTIFY

Dall’anno scorso sono usufruibili anche in Italia alcune piattaforme che permettono una interessante modalità per l’ascolto della musica, del tutto legale e (anche) gratuita.
Tra le varie presenti sul mercato vi parlerò di Spotify, non necessariamente perché la migliore (anche se una nota rivista che si occupa di assistere i consumatori l’ha indicata come tale) quanto perché è quella che conosco meglio. Vi premetto però che mi occuperò solo dell’universo desktop e notebook e quello che vi scriverò non è necessariamente applicabile agli smartphone o ad oggetti simili (che comunque dovrebbero avere delle applicazioni che permettano di utilizzare Spotify).

spotify

Spotify è fondamentalmente un enorme archivio musicale dal quale voi potete scegliere cosa ascoltare. Per ottenere ciò dovete installarvi sul vostro computer un piccolo programmino (gratuito) e registrarvi.
Fatto questo vi si spalancheranno le porte di un universo musicale gigantesco dove certamente non troverete tutto, ma dove, vi assicuro, troverete molto: dischi oscuri e famosi, vecchi e recentissimi, italiani e stranieri, di rock e musica classica. Se, come me, decidete di usufruire del servizio gratuito non avete limiti nell’ascolto ma, unica tassa da pagare, a volte ascolterete della pubblicità tra un brano e l’altro.
Sia chiaro: Spotify non vi vende nulla, nessun brano sarà mai di vostra proprietà o scaricabile, ma potrete solo ascoltarlo in streaming quante volte vorrete (quindi per farlo dovrete essere necessariamente connessi con la rete). In pratica è come se aveste a disposizione una (web)radio della quale VOI decidete il palinsesto (e questa cosa non è affatto male).

L’altro lato positivo è che circa il 70% degli introiti vengono restituiti agli autori dei brani (in proporzione agli ascolti realizzati) con una precisione ed una puntualità che la nostra amata SIAE semplicemente si sogna.

Qualche tempo fa è nata una discussione in rete sull’entità effettiva di questi pagamenti perché, secondo alcuni, le cifre sarebbero così basse da non giustificare tutta questa generosità (?) nei confronti degli ascoltatori. Spotify stessa ha comunicato alcuni degli importi versati in relazione al suo primo periodo di funzionamento e ne voglio approfittare per fare alcune personali riflessioni intorno a questi numeri.

Partiamo con un esempio a me familiare: Franco Battiato per la sua “Voglio vederti danzare” dovrebbe avere incassato circa 2.500 euro per quasi 500.000 ascolti.
Poco ? Tanto ?
A mio parere, se fate mente locale al fatto che nessuno ha acquistato la proprietà di un disco ma ci si è limitati ad ascoltare il brano e se fate anche caso che stiamo parlando di una (UNA) sola canzone, a me onestamente pare una cifra di tutto rispetto. Non so quanto normalmente un cantante incassi per un suo brano trasmesso alla radio ed ascoltato (ad esempio) da una platea di mezzo milione di persone, ma a me viene da pensare che se fossi Battiato e mi arrivassero 2500 euro all’anno per tutte le mie canzoni più famose unitamente ad altre cifre più piccole per quelle meno amate… be’ io credo che ne sarei estremamente soddisfatto.

L’impressione è che ci sia un buon equilibrio tra servizio offerto e relativo ricavo e se è vero che i gruppi meno conosciuti incassano cifre molto più basse, spesso gravitanti intorno ai 100 euro a canzone, è probabile che queste cifre siano superiori a quelle erogate dalla SIAE notoriamente (per il modo in cui calcola le spettanze) molto avara con chi vende poco (e magari all’esterno dei circuiti più potenti) e molto generosa con le superstar.

Nonostante alcuni limiti nella gestione dell’interfaccia utente (che immagino nelle prossime release vengano superati) e una certa confusione nell’identificare artisti e gruppi, vi consiglio di cogliere questa opportunità, non tanto per sostituire questa modalità di ascolto a quella dei canonici CD o vinili, quanto per utilizzarla come un sistema efficace, semplice e legale per assaggiare tutte quelle musiche che ci incuriosiscono (comprese le nuove uscite dei nostri artisti più amati).
Per scaricare il programma ed altre informazioni potete cliccare qua.

www.spotify.com/it

SoundScapeS vol.12

Pensavate che avessi smesso di produrre le mie periodiche antologie ? Invece rieccoci qui ad iniziare l’anno nuovo con la nuova raccolta/minestrone in appoggio ai miei scritti che torna dopo ben un anno e mezzo.

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Come solito sono quasi 80 minuti di (gran) belle canzoni (che poi non sarebbero tutte canzoni… ma l’importante è intendersi) sottotitolate “Bassa fedeltà” a causa della presenza di diversi brani che non si può dire suonino proprio benissimo.
Bootleg registrati benino, bootleg ufficiali registrati male, vecchi 45 giri dimenticati polverosi e gracchianti, live recuperati da trasmissioni televisive, brani pubblicati solo in mp3… insomma c’è dentro tanta musica arrivata a me tramite canali improbabili ma, attenzione, di assoluto valore e spesso superiore ai prodotti ufficiali. Perché a volte non è  tanto la pulizia formale quella che conta, quanto l’anima che c’è dentro certe note.

Chi fosse interessato non dovrà fare altro che contattarmi e darmi le coordinate per potergliela spedire tramite WeTransfer (per chi non lo sapesse, trattasi di una piattaforma che permette lo scambio di file fino a 2 gigabyte, è gratuita e non prevede alcuna iscrizione, in pratica io spedisco all’interessato un link, lui lo preme e tramite il suo browser, e seguendo una semplicissima ed essenziale procedura, scarica i file in poco tempo).
Volendo si possono richiedere anche le antologie precedenti.

50 (una autobiografia musicale involontaria)

Compiere cinquanta anni è un momento che, anche volendo, è difficile ignorare. Cambiano gli orizzonti, si abbandona definitivamente ogni appartenenza all’universo giovane, ci si approccia alla vecchiaia e alla (augurabile) pensione e, inevitabilmente, ci si trova a tracciare bilanci e a stilare analisi di ciò che si è fatto o non si è fatto.

Io ho voluto provare a fare un gioco: raccontare il mio percorso musicale in maniera non soggettiva ma oggettiva, realizzando quella che si potrebbe definire una autobiografia musicale involontaria.

Capita che in tutti questi anni si sia andati a tantissimi concerti, e capita pure che alcune di queste serate siano state immortalate su LP, CD o DVD ufficiali dagli artisti che siamo andati a vedere (no bootleg).

Ho provato a raccogliere tutte queste registrazioni alle quali ho partecipato (per quanto in maniera impercettibile), le ho messe in fila (un brano per concerto, anche se in alcuni casi ho approfittato dei medley) e credo che, effettivamente, siano un efficace (ed anche piuttosto completo) riassunto del mio percorso.

Singolare anche il fatto che tra queste registrazioni ci sia anche quella del mio primissimo concerto al quale andai giovanetto, eccitato come non mai, spendendo (credo) 5.000 lirette faticosamente messe da parte (erano anni di piccole paghette).

Tutto questo ha dato vita ad un doppio CD (diviso per secolo) che, chi volesse ascoltare, non deve far altro che chiedermi (gli verrà web-spedito gratuitamente tramite WeTransfer).

Per incuriosirvi vi specifico le track-list dei due dischetti (non fatevi ingannare, le tracce sono poche ma corpose):

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CD XX

  • 18/11/1979 – Roma (PalaEUR)
  • 05/05/1987 – Parma (Teatro Regio)
  • 02/09/1989 – Roma (villa Gordiani)
  • 07/01/1992 – Roma (CSOA Forte Prenestino)
  • 11/12/1993 – Roma (CSOA Ricomincio dal Faro)
  • 01/05/1994 – Roma (piazza San Giovanni in Laterano)
  • 26/06/1994 – Roma (CSOA Ricomincio dal Faro)
  • 02/07/1994 – Roma (CSOA Villaggio Globale)
  • 13/02/1998 – Roma (Teatro Brancaccio)

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CD XXI

  • 11/05/2002 – Roma (Auditorium Parco delle Musica)
  • 07/09/2003 – Roma (via dei Fori Imperiali)
  • 13/04/2005 – Roma (Auditorium Parco delle Musica)
  • 14/07/2007 – Roma (Circo Massimo)
  • 03/01/2008 – Roma (Auditorium Parco delle Musica)
  • 05/11/2010 – Roma (Teatro Tendastrisce)
  • 06/11/2010 – Roma (Teatro Tendastrisce)
  • 01/06/2011 – Roma (Auditorium Parco delle Musica)
  • 07/08/2011 – Roma (Casa del Jazz)
  • 21/10/2011 – Roma (Teatro Tendastrisce)

Naturalmente questo elenco nei prossimi mesi potrebbe ulteriormente arricchirsi di materiali recenti e meno recenti, ma non preoccupatevi, per il suo aggiornamento vi rimando ai festeggiamenti per i miei 60 anni

😉