SLIDEPACK

Tra le tante strategie incomprensibili delle case discografiche c’è n’è una recentemente sperimentata dalla Universal che trovo particolarmente fastidiosa.
Nel 2007 hanno pubblicato un nuovo disco di Battiato, “Il vuoto“, nella classica confezione jewel box con libretto interno. Il disco esce e rimane (ancora oggi) a prezzo pieno (diciamo che lo si trova intorno ai 20 euro, poco più, poco meno), ma già qualche mese dopo, a tour ancora in corso, viene pubblicata una seconda edizione (in una confezione denominata slidepack) venduta ad un prezzo sensibilmente più basso (intorno ai 9 euro). La stessa identica operazione l’hanno realizzata in questi giorni con “Fleurs 2” la cui edizione slidepack è uscita a pochi mesi dalla pubblicazione del disco originale.

Questa confezione è caratterizzata dall’assenza del libretto 😦 ,
da una sottile custodia rigida in plastica (le slim cover che molti di voi conosceranno) inserita a sua volta in una sovracopertina di cartoncino sulla quale sono stampate copertina e retrocopertina.


Credo che l’operazione rimandi a un fenomeno che nelle librerie è praticato da decenni. I libri infatti escono in diverse edizioni di diverso prezzo, e se quelle più costose hanno copertina cartonata, sovracopertina in carta plasticata, pagine interne di dimensioni più grandi realizzate con carta di buona qualità dove la stampa viene più pulita e più leggibile, quelle più economiche sono più piccole, stampate su carta di minor qualità e con copertina non rigida.

Sembrerebbero due modi simili di approcciare la vendita se non fosse che, ad una analisi appena più attenta, compare una contraddizione che salta subito all’occhio.

Nei libri le differenti caratteristiche dei volumi giustificano ampiamente la differenza di prezzo. Nella realizzazione di un libro le dimensioni, la qualità della carta e le caratteristiche della copertina contribuiscono sensibilmente a determinarne il prezzo, ed è quindi comprensibile che l’editore proponga due diversi prodotti, dalle diverse caratteristiche a parità di contenuto letterario, destinate a diverse tipologie di pubblico.
E il tutto non fa una piega.

In musica invece le cose stanno diversamente.
In musica l’ossatura del prodotto (e ciò che ne determina la gran parte del costo) è la realizzazione del disco (contratto con il musicista, spese per l’incisione del disco, per il missaggio, per la digitalizzazione, per la stampa…), il costo della confezione è, normalmente, assai marginale. E’ il dischetto di plastica l’origine principale dei costi.

Credo sia evidente a tutti come in entrambe le due edizioni de “Il vuoto” di cui parlavo sopra il cd sia assolutamente lo stesso (stessa plastica, stessa registrazione, stesso tutto). Qui l’unica differenza che abbiamo è nella confezione ma (attenzione) tale differenza non può neanche minimamente giustificare una tale abissale differenza di prezzo (il 50% !).
Facendo i conti della serva credo che l’assenza del libretto e le altre differenze di confezionamento non possano incidere per più di un’euro, (a esagerare potremmo arrivare a un paio di euro…) e allora le cose sono due:
o l’edizione slidepack è venduta sottocosto (naaaaaaaaaaa…. magari ci guadagnano meno ma certo non ci rimettono) oppure l’edizione ufficiale è venduta a prezzi ARTIFICIOSAMENTE alti.

Certo, siamo in un libero mercato e ognuno fa i prezzi che vuole, ma onestà e trasparenza vorrebbero che ci fosse un equilibrio tra costi di produzione e prezzo di vendita. Qui invece si ha l’impressione che si pensi al cliente come ad un pollo da spennare piuttosto che una persona alla quale rendere un buon servizio. In buona sostanza gli si sussurra: “Se vuoi l’edizione fatta come Cristo comanda pagami una cifra irragionevole, se ti accontenti di una versione malfatta e monca paghi un prezzo corretto.

Credo non ci sia bisogno di fare ulteriori commenti tanto si qualificano da sé certi atteggiamenti, ma forse vale la pena sottolineare il fatto che spogliare i dischi proprio di ciò che non può essere scaricato (la confezione) serva solo a diminuire ulteriormente la differenza tra ciò che si scarica e ciò che si compra rafforzando nei giovanotti smanettoni la convinzione che un disco sia SOLO la somma dei suoi file audio.

La classica zappa sui piedi.

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3 thoughts on “SLIDEPACK

  1. anonimo ha detto:

    Non vorrei rientrare nella schiera dei "smanettoni", ma per me l'obbiettivo finale dell'acquisto del CD è il godermi la musica in altissima qualità dal grande stereo.

    Non trovo appunto tanto importante (10€) la presenza del librettino, che spesso è pieno di cose alquanto inutili (almeno per me – tipo data di registrazione, in quale studio, chi ha collaborato, ecc…), tutte informazioni che posso trovare volendo(in modo più aproffondito) in internet.

    Credo quindi che questa versione del CD, con un costo più che ragionevole per il grande pubblico, sia un incentivo (forse un pò vano) alla riduzione della pirateria.

  2. abulqasim ha detto:

    M il punto è proprio che il libretto non giustifica i 10 euro di differenza (proprio come costi vivi di produzione, con 10 euro mi compro un libro di 300 pagine !) e quindi tutta l'operazione sa un po' di truffa. Poi, per carità, se per te un disco è SOLO la musica che contiene la tua opinione è rispettabilissima. Io credo invece che ogni disco, nel suo piccolo, sia un'opera d'arte che non è dignitoso pubblicare in forma mutilata. Ma, appunto, qui rientriamo nell'ambito di opinioni più o meno ben argomentate.

    a presto

    🙂 

  3. anonimo ha detto:

    esatto: un disco è un'opera d'arte, e come tale, le informazioni sul libretto che accompagnano il disco non sono dettagli trascurabili. Nel tempo, penso a Bill Evans, qualsiasi particolare che racconta di un genio, è proprio quel che cerca chi lo ama.

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