Un’ora di canzoni a 78 giri

Ribadendo che non sono un esperto di canzoni anni ’30 e ’40, eccovi una personalissima e discutibilissima playlist dedicata ai fasti della musica incisa sui fragili 78 giri.

Come al solito abbiamo dovuto fare i conti con la disponibilità del materiale su Spotify. Purtroppo, e con mia sorpresa, non ho trovato diverse canzoni che avrei voluto inserire di Rodolfo De Angelis e Natalino Otto (che, rispetto alle intenzioni, risultano così sottorappresentati), viceversa l’abbondanza del materiale relativo al Trio Lescano ha fatto sì che ci siano parecchie loro (belle) canzoni.

Sottolineo pure che, incredibilmente, non sempre i nomi dei cantanti sono indicati in maniera corretta.
Ne paga le conseguenze l’ottima Maria Jottini.

Tutte le canzoni che sentite sono state pubblicate in un periodo che va dal 1933 al 1948, e sono solo la punta di un iceberg di eccellente livello e che vale la pena approfondire.

Buon ascolto.

Annunci

Un’ora con le canzoni di Francesco De Gregori

Chiudiamo questa serie di post dedicati al principe dei cantautori con questa playlist.

L’idea questa volta è semplicemente quella di raccogliere brani di De Gregori ai quali sono affezionato, canzoni che mi ricordano determinati momenti o sono state importanti in determinati momenti. Nessuna ambizione, quindi, a riuscire a distillare il meglio della sua produzione.

Come di consueto ho dovuto fare i conti con l’offerta di Spotify, pertanto una decina di brani sono nella versione che volevo, altri sono dal vivo ma li preferivo in studio, altri ancora sono in studio ma li preferivo dal vivo (e sia chiaro che alcune canzoni sono dal vivo perché preferivo PROPRIO queste versioni rispetto alle originali).
Purtroppo c’è stato un brano che avrei voluto inserire, ma non è disponibile in nessuna forma: si tratta di “Bellamore” e la sua assenza rende questa raccolta monca.

Ovviamente questa selezione è dedicata ad Inno.

Buon ascolto

Un’ora con le canzoni di Juri Camisasca

Piccolo compendio al post precedente.
L’idea di questa playlist è quella di introdurre i lavori di Juri Camisasca a chi non lo dovesse conoscere (mi sono limitato all’universo delle sue canzoni, escludendo lavori più arditi).
Ho pertanto ripercorso la sua carriera in ordine grosso modo cronologico selezionando, a mio parere, i brani più significativi.

Alcune puntualizzazioni:

  1. la selezione è stata fatta a partire da quanto disponibile su Spotify (manca, ad esempio, l’intero album “Il carmelo di Echt“)
  2. de “La musica muore” ho privilegiato la versione fatta da Battiato, con lo stesso Camisasca a duettare, perché rarissimo caso di cover estremamente più riuscita dell’originale
  3. in molti casi a cantare sono altri artisti, questo perché, oltre ai suoi ottimi dischi, Camisasca spesso ha scritto per altri interpreti (tra questi anche Milva, assente per le ragioni di cui al primo punto)
  4. per il titolo, che non so se vi appare, sono debitore nei confronti di Christian Zingales
  5. le orecchie più delicate non si facciano intimorire dal primo (bellissimo!) brano, abbiano fede e proseguano l’ascolto

Buon ascolto

2 ore di musica ambient di Brian Eno

Nella ricca produzione di Brian Eno i brani di musica ambient sono parecchi, questa è una mia personalissima selezione per coloro che dovessero essere digiuni riguardo questo straordinario artista e questo specifico aspetto della sua verve compositiva.

 

p.s. Iniziamo con questo post a pubblicare delle playlist gratuitamente ascoltabili tramite Spotify (chi volesse saperne di più può cliccare qua). L’obiettivo non è indicarvi “il meglio di“, ma semplicemente mostrarvi un percorso attraverso un artista o un genere musicale filtrato dalla mia esperienza, dalla mia sensibilità e dai miei ricordi. Saranno quindi delle scalette che mostreranno ciò che io ritengo più significativo o ciò che io ho più amato (magari del tutto istintivamente, non è detto che a guidare la selezione siano scelte razionali). L’idea è di fare scalette di un’ora circa per materiali musicali pop, o generalmente legati alla forma canzone, mentre per musiche più sperimentali e dilatate l’ordine di grandezza sarà di un paio d’ore (come in questo caso).