TERRY RILEY “Music with balls”, 1969

Questa volta tocca ad un video abbastanza singolare.
Datato 1969 (1968 secondo alcuni) ve lo propongo per un paio di buone ragioni.
Intanto perché vede all’opera un Terry Riley ancora giovane mentre opera sulla strumentazione che lo ha reso celebre, specialmente dal vivo, ovvero organo e sax soprano più registratore e delay.
Mentre lui suona, intorno c’è tutto un movimento di palle che vanno e vengono, ben incorniciato da una regia del tutto in linea con quella cultura psichedelica e difuorista che in quegli anni non flirtava solamente con il rock ma anche con la musica contemporanea e di avanguardia.

Alla regia John Coney, mentre le palle si devono allo scultore Arlo Acton.

Insomma: ancora una volta vi invito a respirare l’aria del tempo che fu.

 

Annunci

KRAFTWERK “Autobahn”, 1974, Philips

E’ strana la storia di “Autobahn“, fondamentale brano per la storia dei Kraftwerk, quello che ne segnerà il passaggio da gruppo di stra-culto a gruppo di (relativo) successo.
Esce contenuto nell’album omonimo e ne occupa l’intera prima facciata per una durata di oltre 22 minuti.

L’LP vendicchia, ma non va molto oltre le consuete vendite del gruppo tedesco.
Poi succede l’assurdo.
Ne viene tratto un singolo (che definire insensato è poco) che, attraverso tagli e ritagli, lo riduce a 3 minuti e mezzo (!!!), e, incredibilmente, questo 45 giri spopola negli Stati Uniti (e poi, di rimbalzo, in Europa).

Quasi senza un perché, da quel momento e fino ad oggi, i Kraftwerk diventeranno una formazione capace di scalare le classifiche.

Misteriosa anche la storia del video ufficiale che qui vi propongo.
La potete leggere in dettaglio cliccando qua, ma la sostanza è che lo commissionarono (fuori tempo massimo) e alla fine della fiera decisero di non utilizzarlo.
Ma questi sono tempi di scavi archeologici che tutto recuperano, e quindi ve ne propongo la visione.

Il brano, comunque quasi dimezzato, si sposa con disegni animati che vi rimanderanno esattamente a quegli anni.
Spero apprezzerete.

ORBITAL “The box”, 1996, FFRR

The box” è un brano splendido e trascinante, che ho amato molto. Meritava un bel video e gli Orbital non si sono fatti pregare.
Tra molte reminiscenze koyaanisqatsiane (e quando mai…), Tilda Swinton si aggira per una moderna metropoli.

Stranamente su YouTube ho trovato questa versione del video, che si vede molto meglio di quella presente sul canale ufficiale del duo inglese, vai a sapere…

AUTECHRE “Gantz Graf”, 2002, Warp records

Come ebbi  a dire proprio su queste pagine, non è per niente facile fare un video per le musiche degli Autechre.
Alex Rutterford ha forse trovato l’unico modo per collegare/sincronizzare i loro ritmi iper-spezzati e la loro chincaglieria elettronica in questo video pensato per un oscuro singolo del duo britannico.

Non ha l’autorialità dell’altro video che vi mostrai legato agli Autechre (questo qua), ma non si può dire che queste immagini non siano perfette per la musica alla quale sono legate.

LO STRANIERO “Nera”, 2016, La Tempesta

Tuffiamoci nel presente (ogni tanto ci vuole).
I Lo Straniero ci hanno appena regalato il loro omonimo esordio, per la prestigiosa e sempre attenta La Tempesta, e questo è il video del loro singolo “Nera“.

Musicalmente siamo dalle parti del Consorzio Produttori Indipendenti (sempre sia lodato), particolarmente in zona Disciplinatha e Ustmamò, il video invece, in uno scintillante, e mai fuori moda, bianco e nero, ci regala una citazione bergmaniana, magari non originalissima, ma vivaddìo ! (averne).

Solito concetto: quando ci sono le idee non servono effetti speciali e vagoni di soldi.

EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN “Sabrina”, 2000, Mute

Degli Einstürzende Neubauten apprezzo moltissimo (anche) il loro rigore estetico, il modo in cui le loro copertine, le loro fotografie, i loro video, tutta l’iconografia che gira intorno al gruppo (a partire dal loro logo) si sia mantenuta in tutti questi anni fedele alla (loro) linea, senza mai sbracare.

Questo brano appartiene alla seconda fase del gruppo, quella musicalmente meno aggressiva e distruttiva, non a caso è tratta da un disco intitolato “Silence is sexy“.
Video molto ben realizzato a partire da una idea abbastanza semplice (come piace a me, ormai lo sapete) per una eccellente canzone.

PORTISHEAD “SOS”, 2016

I Portishead che coverizzano gli Abba.
E già questo basterebbe.

Poi il video, che non possiamo non definire minimale (e bellissimo, magari ispirato alla lontana dall’epocale “Wavelength” di Michael Snow).
Immobile, o forse no. Un infinito precipitare verso una epifania.

Una epifania giusta.

Abbiamo molto più in comune di quello che ci divide
Jo Cox (1974-2016)