EINSTURZENDE NEUBAUTEN “Kalte sterne”, Mute records, 2004

Significativamente sottotitolato “early recordings” questo CD raccoglie vari brani degli E.N. (singoli, partecipazioni a compilation, b-side, rarità), più o meno inediti, risalenti al periodo 1980-1982 , ovvero subito prima e subito dopo il loro album di esordio vero e proprio (“Kollaps“).
Abituati alle (relative) morbidezze degli ultimi 10 anni, fa una strana impressione riascoltarli come erano ai loro esordi : molto più energici, molto più brutali, molto più distruttivi di come siano diventati (eravamo tutti molto più giovani…).

E’ verissimo però che già in queste tracce troviamo presenti alcuni degli elementi che segnano a tutt’oggi lo stile de gruppo. La vocalità straniata e borderline di Blixa Bargeld (che avrà perso un po’ di sofferenza e guadagnato molta ironia rispetto ad allora, ma rimane una voce unica e di grande efficacia ed espressività), la solennità di certi brani più quieti ma sempre inquietanti, le sonorità aspre delle loro percussioni (spesso realizzate a partire da oggetti quotidiani e con una forte antipatia per la canonica batteria), la capacità sorprendente di scrivere, già allora, canzoni (alla fine sempre lì si torna…) nelle quali le semplici melodie e gli assurdi arrangiamenti confliggono producendo oggetti di torbida bellezza, una sensibilità estetica unica che gli permette di scegliere sonorità disturbate e suoni assolutamente fuori dai canoni normali e di miscelarli in maniera creativa e affascinante.
Sono evidenti in questa raccolta i legami degli E.N. con certo post-punk rumoroso (vedi anche la presenza di “Thirsty animal” con la voce Lydia Lunch), con tutta la scuola industrial/rumorista assai fiorente in quegli anni, ma con una carica di brutalità ed energia assolutamente unica.

Sarà forse la loro origine teutonica, ma la loro capacità di esprimere il caos senza che mai i loro pezzi si tramutino in rumore anarchico me li rende particolarmente cari. Le loro semplici percussioni ossessive (la matrice krauta è forse inevitabile) riescono ad essere estremamente espressive proprio perchè non lasciano posto mai alla rabbia pura restando sotto il controllo di menti forse non perfettamente lucide ma certamente tutt’altro che appannate. Non a caso all’epoca si parlava di movimento dei geniali dilettanti.
Questo resta comunque un disco per completisti, difficile consigliarlo a chi non li conosca o non li ami particolarmente. Ma al suo interno troverete comunque alcuni brani molto interessanti (la drammatica “Schwarz“, la tribale “Fuer den untergang“, l’intensissima “Tagesschau-Dub“, l’incredibilmente angosciante “Durstiges tier“) e almeno un brano (quello che intitola la raccolta) capace di stupire e spiazzare per il modo (misterioso) in cui riesce ad unire la loro verve devastatrice ad una sorprendente godibilità.

www.neubauten.org

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