NOVA MUSICHA & DIVERSO, 1974-1979, Cramps records

Il mondo cambia e le cose cambiano. Spesso guardando a certi aspetti dei nostri giorni abbiamo l’impressione che le cose siano sempre andate così e, poiché crediamo/speriamo nel progresso e siamo pure convinti che col tempo le cose migliorino, portiamo con noi la segreta speranza che lentamente ci sarà l’evoluzione che auspichiamo e finalmente le cose si sistemeranno.

Al contrario ogni tanto (per non dire spesso) accade che le cose peggiorino e, solo a sforzarsi di guardare nella direzione di un recente passato, è facile scoprire che, senza quasi che ce ne accorgessimo, c’è stata (in un qualche luogo, in un qualche tempo, in un qualche ambito) un’età dell’oro che non possiamo fare altro che rimpiangere.

Tanto per fare un esempio extra-musicale chi al giorno d’oggi direbbe che trenta o quarantanni fa in uno stato come l’Egitto certi fondamentalismi e certe interpretazioni (assai discutibili) dell’Islam erano assolutamente minoritari e le donne si vestivano e vivevano molto più liberamente di oggi ?

Allo stesso modo è sorprendente ricordarsi che cosa veniva tranquillamente commercializzato (e venduto!) in ambito discografico duranti i gloriosi e spesso diffamati anni settanta.

La Cramps records era e resta un pezzo importante di storia musicale italiana. A lei dobbiamo molti dischi di squisita fattura pop/rock quali quelli degli Area, degli Arti+Mestieri, di Eugenio Finardi, di Claudio Rocchi, di Alberto Camerini, degli Skiantos e di tanti altri. In questa sede voglio però ricordare due collane che si svilupparono nell’arco temporale di oltre un lustro dedicate a musiche e musicisti di (per quello che può voler dire questa parola) avanguardia.

La prima, denominata “Nova musicha“, era dedicata soprattutto a compositori della scena contemporanea (soprattutto) non istituzionale e nel suo catalogo figurarono artisti che in quegli anni erano forse ancora poco conosciuti ma che oggi sono ormai considerati da molti critici tra i musicisti più importanti ed influenti del dopoguerra (penso ad Alvin Lucier, Cornelius Cardew, Nuova consonanza, Paolo Castaldi, John Cage, Robert Ashley, David Tudor, Demetrio Stratos…). Accanto a questi troviamo anche dischi affidati alle composizioni di musicisti che forse hanno avuto meno fortuna (penso a Horacio Vaggione, Costin Miereanu, Martin Davorin Jagodic, Miguel Angel Coria…) ma sempre di indubbio valore.

La seconda collana, denominata “DIVerso“, invece, pur muovendosi sempre su territori non consueti, guardava soprattutto verso musiche prodotte da pochissimi musicisti, con pochi mezzi e con una particolare attenzione verso l’improvvisazione e il rapporto diretto tra il musicista, la sua musica e il suo strumento. Tra i tanti dischi usciti (circa una dozzina) troviamo titoli affidati ad alcuni dei componenti degli Area (Patrizio Fariselli, Paolo Tofani, ancora Demetrio Stratos), altri a famosi improvvisatori (Derek Bailey, Steve Lacy, Mario Schiano), altri ancora a performer quali Christina Kubisch o gli Arza Anaiak.
Come sempre in casa Cramps la confezione di entrambe le collane era accuratissima. Le copertine avevano in bella mostra il logo della serie ed avevano tutte una certa omogeneità che le rendeva facilmenti riconoscibili e identificabili. All’interno c’erano le note del caso e un apparato iconografico sempre assolutamente all’altezza.

Come potete intuire furono una trentina gli album lanciati sul mercato nell’arco, tutto sommato breve, di 6 anni con la convinzione che anche musiche di questo tipo (se ben promozionate e curate) potessero avere un loro spazio sufficiente a giustificarne la pubblicazione. A posteriori stupisce (e non poco) la lungimiranza dei curatori delle collane capaci di selezionare e portare sotto il loro marchio artisti di notevolissimo spessore provenienti da tutto il mondo e colpisce positivamente il loro essere riusciti a portare sotto i riflettori globali una piccola etichetta residente alla periferia dell’impero (politicamente e artisticamente).

Io non so se questi dischi (e i molti altri pubblicati dall’equipe che faceva capo a Gianni Sassi contenenti musiche non ortodosse: dai futuristi alla poesia sonora, da Frances-Marie Uitti a Francesco Messina, da Giusto Pio a Giancarlo Cardini…) causarono un qualche dissesto economico in casa Cramps e non ho idea di quante copie abbiano venduto. Ma resta il fatto che in quell’epoca e in quell’Italia era possibile dare corpo e sostanza ad un progetto come questo. Era possibile pensarlo, realizzarlo e portarlo avanti per molti mesi arrivando a proporre queste musiche, e trovando acquirenti, in negozi metropolitani e della provincia italiana dove MAI si erano potuti reperire/acquistare lavori di simile fattura e dove oggi, se ancora non hanno chiuso, la cosa più coraggiosa che si può trovare è l’ultimo lavoro di Enya o la colonna sonora di un film di Tarantino. Era possibile, in buona sostanza, tirare fuori dal ghetto, nel quale normalmente vengono messe, queste musiche, spesso bellissime, e farle vivere all’interno della società e non solamente nei circoli riservati alla casta degli addetti ai lavori.

Il fatto che a distanza di tanti anni si siano fatti solo passi indietro, che ormai certa musica (comprese le ristampe di molti di questi lavori) sia affidata solo a piccole o piccolissime etichette rigorosamente straniere, che sia impensabile che oggi qualche major o qualche indipendente osi pensare così alto come fece la Cramps tanti anni fa… insomma:
tutto questo ci lascia intendere che questo paese non è affatto migliorato negli anni ma, al contrario, è stata devastata e ridotta in semi-clandestinità una dimensione culturale che tanto lo renderebbe più civile e meno ombelicale.

Si stava meglio quando si stava meglio.

www.cramps.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...