PIERO MILESI “Within himself”, 2000, Cuneiform records

Lo scorso 30 ottobre Piero Milesi ci ha lasciato. E’ stato un musicista che ha prodotto relativamente pochi lavori, ma tutti di ottima qualità. Vi avevo già parlato di quello che ritengo il suo capolavoro in questo post,
ma mi fa piacere ricordarlo parlandovi di quello che rimarrà purtroppo il suo ultimo lavoro solista, passato, forse, un po’ troppo sotto silenzio.

la copertina del disco

Pubblicato dalla prestigiosa Cuneiform records questo disco raccoglie, come da sottotitolo, “music for films, installations, water and fireworks“, brani in parte commissionati e in parte frutto della libera creatività del nostro, realizzati negli anni ’90.

L’iniziale “So soggy” ci presenta il Milesi della maturità, capace di miscelare le improvvisazioni di pianoforte con un violoncello a metà tra barocco e minimalismo uniti ad un elettronica discreta e mai effettistica. Una musica dove confluiscono tutte le sue grandi passioni in un patchwork di grande personalità e sensibilità, con un tono di malinconia estremamente delicato, e alla quale è splendido abbandonarsi.

Seguono le atmosfere rarefatte di “Volti riflessi“, quelle legate all’immaginario delle ferrovie di “Avanti la tre“, con una elettronica alla base ancora una volta elegantissima ed ardita, con il suo alternarsi di toni lunghi da Glass-organ anni ’70, campionamenti in tema e sequenze minimaliste in rapida alternanza, in quello che suona come un atto d’amore per i treni e i tanti viaggi che abbiamo fatto con questo mezzo di trasporto.

Il cuore del disco è forse “Dentro di sé“, 16 minuti nei quali riecheggiano le atmosfere che furono di Mr.Nanof, il violoncello e l’organo ripetitivo ad incrociarsi con ogni tanto riverberi rumorosi ad insaporire il tutto ed il pianoforte a dare man forte agli altri strumenti con le sue fughe in diagonale.

Un gioiellino post-minimalista dal cuore oscuro.

Il disco si conclude con la sarabanda di “Fuochi sul Tevere“, brano dalle tastiere funamboliche e spettacolari che, semplicemente, mozzano il fiato.

Piero Milesi

Che di un autore di queste qualità resti così poca memoria, e quasi esclusivamente grazie alla collaborazione con Fabrizio De Andrè, è una delle tante dimostrazioni di quanto questa società e questo sistema culturale siano lontane da ciò che rende umano l’uomo.

Ad alcuni invece resterà un vuoto ed il rimpianto per un artista schivo che ci ha dato tanto, ma tanto ancora avrebbe potuto darci.

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