FRANCO BATTIATO, dal vivo a Cesena, 9/7/1983

In occasione di questo concerto (che non so quanto facesse parte di un vero e proprio tour) Battiato si circonda di alcuni suoi fidatissimi collaboratori (Phil Destrieri, Giusto Pio, Alberto Radius, Gianfranco D’Adda) e di alcuni session-man dell’epoca coi quali pure aveva spesso collaborato (Donato Scolese, Sandro Centofanti, Stefano Cerri) integrando il tutto con i misteriosi “madrigalisti” che facevano capolino nei cori dei suoi dischi dell’epoca (siamo a valle de “L’Arca di Noè” mentre “Orizzonti perduti” è ancora di la da venire).

Quello che si nota subito ascoltando questo concerto è che manca la puntigliosa organizzazione negli arrangiamenti e nelle esecuzioni tipica di altri tour (penso, ad esempio, a quello del “Cammello” o a quello de “L’imboscata”) ampiamente compensata però da una grande rilassatezza, dal palpabile piacere di suonare con amici e persone con le quali si lavora abitualmente, dall’aria divertita di chi si sente a casa sua.

Il risultato è che, anche se non tutti i pezzi sono arrangiati in maniera perfetta e anche se si può cogliere qua e la qualche approssimazione, è bellissimo sentire Battiato utilizzare la propria voce in piena libertà, sentirlo divertito “giocare” con la musica (gli anglosassoni utilizzano il medesimo verbo, “play”, sia per “giocare” che per “suonare”) e lasciare un ampio spazio anche ai progetti solisti dei suoi collaboratori (Radius, Pio e anche Francesco Messina).

Un Battiato completamente fuori dalla tipica liturgia dei concerti e già proiettato verso il futuro che nei bis invece di dare spazio ai suoi grandi successi regala al pubblico “Temporary road” e “Chan-son egocentrique” per poi lasciare nuovamente il palco a Giusto Pio che in coda di concerto ripete due suoi brani.

Una bellissima atmosfera, di grande libertà, l’ennesimo concerto che valeva la pena pubblicare (oggi come allora) e che invece si aggiunge ai tanti momenti dal vivo di Battiato che rimarranno patrimonio esclusivo dei fan più sfegatati. E l’ennesima dimostrazione di come, quando si parla di musica, non conti solo la qualità degli esecutori o la professionalità dell’organizzazione, ma conti anche moltissimo lo “spirito” che aleggia sul palco, le dinamiche relazionali tra i musicisti, il modo in cui il “gruppo” funziona.

E a Cesena, nel luglio 1983, questo gruppo funzionava più che egregiamente.

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3 thoughts on “FRANCO BATTIATO, dal vivo a Cesena, 9/7/1983

  1. anonimo ha detto:

    Indovinatissime percezioni. In cui però alla fine, non sembra di avvertire la soddisfazione piena dell’artista, evidentemente già proiettato ad un altro rigore, magari con la testa già ad un’opera, ad uno dei suoi innumerevoli mutamenti.
    Sfegatati saluti
    V&A
    Sfegatati

  2. abulqasim ha detto:

    concordo con il vostro concordare 😉

    e intanto vado avanti negli ascolti… e nei restauri ;-))))

  3. Fleurs ha detto:

    Franco dal vivo dà emozioni uniche, solo pochi sanno usare la propria arte…lui è davvero un artista a 360°

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