MICHAEL NYMAN “Vertov sounds”, 2010, MN records

“I soviet più l’elettricità non fanno il comunismo,
anche se è un dato di fatto
che a Stalingrado non passano”

Perché una collaborazione tra due artisti sia feconda non è necessario che essi siano contemporanei. Anzi in alcuni casi l’appartenere a due epoche diverse può far si che i due si complementino in maniera molto più ricca che se fossero vissuti negli stessi anni.

Chi mi legge dovrebbe sapere bene chi è Michael Nyman (ve ne ho parlato in questo post), ma ci potrebbe essere qualcuno che, incredibilmente, non sappia chi sia il Vertov il cui cognome d’arte compare nel titolo di questo disco.

Nato David Kaufman, ma poi rinominatosi Dziga Vertov (“vertice rotante“), questo signore è stato un grandissimo cineasta dell’epoca del muto (e della fase iniziale del cinema sonoro) nell’Unione Sovietica post-Rivoluzione d’Ottobre. Teorico di un cinema che abbandonasse la fiction per concentrarsi sulla realtà, nemico degli attori di professione e degli studi cinematografici, si rese perfettamente conto di quale fosse l’importanza del montaggio, del ritmo da dare alle sequenze, del ruolo espressivo che potevano avere gli effetti speciali e i vari trucchi possibili armeggiando sulla pellicola.
Nel suo cinema, rigorosamente e orgogliosamente non narrativo, troviamo fantasia, intelligenza, convinto entusiasmo e quella che ai nostri occhi appare come una incredibile modernità.

Negli ultimi anni, probabilmente andando contro quelle che erano le idee dello stesso Vertov, Michael Nyman ha sonorizzato alcuni dei suoi film più importanti. Prima è toccato a quello che, giustamente, molti ritengono il suo capolavoro ovvero “L’uomo con la macchina da presa” (1929), mentre più recentemente, grazie ai buoni auspici dell’Austrian Film Museum, si è dedicato a “La sesta parte del mondo” (1926)

e a “L’undicesimo anno” (1928).

Fortunatamente tutti e 3 questi lavori sono disponibili in DVD con le nuove colonne sonore e il risultato è eccellente.

Nyman ha sposato i suoi ritmi martellanti, i suoi contrappunti raffinati, le sue armonie che sembrano non risolversi mai se non proprio quando stiamo per crollare, con le immagini di Vertov seguendone il ritmo originale con precisione chirurgica. Il respiro del film è identico a quello delle musiche e l’unione di questi due lavori arricchisce felicemente entrambi.

Questo disco, in particolare, recupera le colonne sonore dei due film sonorizzati più di recente e, singolarmente, ne mescola i movimenti in maniera tale da creare una sorta di inedita suite che ne sia somma e incrocio. E se il risultato musicalmente è comunque (molto) gradevole (tra le cose migliori dell’involutissimo Nyman degli ultimi 15 anni, sicuramente al livello di molti lavori dell’epoca Greenaway, tanto per capirci direi che siamo dalle parti di “MGV – musique a grand vitesse” o di “The commissar vanishes“), io vi invito a ricercare le versioni in dvd dei 3 film sunnominati perché è lì che queste musiche si realizzano pienamente e anche perché Vertov è stato veramente un maestro e un precursore di tanto cinema recente, capace di unire una tecnica meticolosa e impeccabile ad una forza comunicativa e un impegno civile e morale di primordine.
Un regista che, per quello che mi riguarda, è una spanna sopra gran parte dei registi che sono venuti dopo di lui (e che hanno potuto contare su mezzi tecnici ben superiori) e i cui film andrebbero fatti vedere nelle scuole o in prima serata sui canali RAI (perlomeno su RAI4 o RAI5…).

per chi volesse saperne di più
qui trovate la pagina di Wikipedia su Vertov
e qui quella su “L’uomo con la macchina da presa”
e questo è il sito che ha prodotto il dvd legato al cd in oggetto
www.edition-filmmuseum.com

Grandioso.

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